24 Aprile 2026
Sotto piazza Pietro Lupo il mistero della scala perduta e ritrovata, D’Agata «Bisogna analizzare la struttura nel suo complesso»

La tensione continua a restare alta su piazza Pietro Lupo e sui lavori attualmente in corso. Questa volta, però, l’attenzione si sposta su un ritrovamento documentato con diverse foto: una scala che, secondo alcuni, potrebbe condurre a un rifugio antieaereo della Seconda guerra mondiale.
I lavori in piazza Pietro Lupo sembrano destinati a far discutere ancora a lungo l’opinione pubblica: un nuovo parcheggio è davvero necessario? Non si poteva salvare, in qualche modo, la Palestra Lupo?
Una lunga serie di domande che, ad oggi, non trovano risposte definitive, ma continuano ad alimentare polemiche. Basti pensare che noi di FreePressOnline abbiamo recentemente intervistato il direttore di Confcooperative Sicilia, Luciano Ventura, che ci ha ricordato un concorso di idee del passato, con progetti dedicati alla riqualificazione di piazza Pietro Lupo. Idee che, però, sono rimaste tali: archiviate e finite nel dimenticatoio.
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A ogni modo, il progetto è stato già approvato, i finanziamenti stanziati e i lavori ufficialmente in corso d’opera. Eppure l’imprevisto, calcolato o meno, è arrivato puntuale come un orologio svizzero: quelle scale, oggi, sono diventate il nuovo elemento di discussione.
A cosa appartengono quelle scale in piazza Pietro Lupo?
La risposta a questa domanda può dipendere da diversi fattori, ma è necessario ricordare che l’unico ente deputato a intervenire è la Soprintendenza, chiamata a stabilire se si tratti di un bene da tutelare e se siano necessari approfondimenti.
Il ritrovamento, almeno per il momento, non determinerà lo stop dei lavori in piazza Pietro Lupo, dove si sta completando lo smantellamento della storica palestra. A breve si procederà con lo smaltimento dei materiali e, in questo frangente, resta da capire se verrà fornita una spiegazione ufficiale da parte degli enti competenti sulla struttura emersa.
Donovan Condorelli, autore di alcune segnalazioni diffuse anche sui social, ha riferito che con ogni probabilità non si tratterebbe di un rifugio, bensì di una fossa di ispezione di un’autorimessa per autobus. Tra le destinazioni dell’area, infatti, in passato vi sarebbe stata anche la stazione dei bus negli anni Sessanta: «Dato che non c’erano ponti per sollevare i mezzi e ispezionare bus, camion, eccetera, i meccanici si mettevano sotto a lavorare e sistemare il mezzo».
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In questo contesto è intervenuto anche l’archeologo ed esperto di manufatti della Seconda Guerra Mondiale, Alberto D’Agata, intervistato da noi di FreePressOnline, sottolineando: «Bisogna vedere e analizzare la struttura nel suo complesso per valutare se si tratta di un rifugio della Seconda Guerra Mondiale o meno, ed eventualmente intrecciare le informazioni desunte con eventuali ricerche nell’archivio storico e nelle pubblicazioni esistenti su manufatti di quest’epoca».
Se si trattasse effettivamente di un’area di ispezione per autobus, dunque, sarà necessario certificarlo attraverso controlli ed esami sul posto. «Serve l’intervento della Soprintendenza, con i suoi tecnici, e serve una verifica concreta – ha ribadito il dottor D’Agata –. Se davvero la struttura è tombata o parzialmente riempita, va scavata e va capita qual è la sua consistenza reale. Solo così si può cominciare a stabilire di cosa si tratti».
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«Se fosse riconducibile a quel periodo, allora sarebbe sottoposta anche alla tutela della legge regionale numero 12 del 12 luglio 2019, che in Sicilia ha esteso la tutela a tutti i beni legati alla Seconda guerra mondiale: oggetti, immobili, rifugi, bunker, manufatti e perfino scritte murarie riconducibili a quell’epoca. In quel caso, quindi, non si potrebbe intervenire liberamente sulla struttura. Bisognerebbe capire se esistono o meno i presupposti per un interesse culturale. Magari no, magari sì, ma dovrà stabilirlo la Soprintendenza».
L’Amministrazione comunale, comunque sia, fa sapere che una volta completato lo smaltimento dei materiali relativi alla demolizione della Palestra Lupo valuterà eventuali interventi e sopralluoghi con la Soprintendenza.
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