07 Aprile 2026

Giù la “Pietro Lupo”: da oggi cambia tutto nel cuore di Catania

Giù la “Pietro Lupo”: da oggi cambia tutto nel cuore di Catania

Sono partiti questa mattina i lavori di demolizione dell’ex palestra “Pietro Lupo”, chiusa e in degrado da circa vent’anni, nel cuore dell’area del Teatro Massimo. L’intervento rientra nella riqualificazione delle piazze Pietro Lupo e Angelo Majorana ed è finanziato con fondi PNRR, nell’ambito dei Piani Urbani Integrati. Il cantiere è presidiato da un dispositivo di sicurezza con Polizia Locale e Polizia di Stato.

Si tratta di opere finalizzate a consentire le operazioni in sicurezza, con chiusure temporanee dalle 7 alle 17 in alcuni punti della città dove non sarà possibile transitare con le auto. Parliamo di stop che coinvolgeranno arterie importanti per il traffico cittadino, come via Spadaccini, via Monsignor Ventimiglia (nel tratto tra via Antonino di Sangiuliano e via Vittorio Emanuele II) e la carreggiata est di piazza Pietro Lupo. Previsti anche divieti per i pedoni su alcuni marciapiedi dell’area, con un impatto inevitabile sulla viabilità quotidiana e sulla routine di residenti e lavoratori.



In questo quadro, però, continua a percepirsi una tensione che non si è dissolta con l’avvio del cantiere. Piazza Pietro Lupo, e l’ex palestra in particolare, non sono mai state un luogo qualunque per i catanesi. Poi è arrivata la lunga fase dell’abbandono e, a seguire, un’altra storia ancora: quella delle occupazioni e dei presìdi, della palestra trasformata in simbolo e terreno di scontro tra visioni opposte di “decoro” e di “spazio pubblico”.

Non a caso, nelle ultime settimane si è tentato il tutto per tutto per evitare la demolizione, come dimostrano i giorni di presidio portati avanti dagli occupanti nel tentativo di bloccare definitivamente le opere. È necessario ricordare che l’avvio del cantiere era stato preceduto dallo spostamento di una cabina Enel e da settimane di tensioni legate proprio all’occupazione dell’ex palestra: lo sgombero ha aperto la strada ai mezzi e alle recinzioni, trasformando l’attesa in un punto di non ritorno.

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L’obiettivo finale, dichiarato, è una nuova sistemazione dell’area e più parcheggi, così da ridurre la congestione del traffico in una zona nevralgica della città. Resta, però, una sensazione netta: quella di un passaggio che non riguarda solo cemento e cantieri, ma anche memoria urbana, abitudini e identità. E, intanto, mentre le transenne ridisegnano strade e marciapiedi, Piazza Pietro Lupo entra ufficialmente nella fase in cui il “prima” e il “dopo” smettono di essere parole e diventano realtà.

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Francesca Gugliemino

Francesca Gugliemino