15 Giugno 2026
Messina, il ritorno del sogno

Dopo 30 anni di silenzio il Ballo delle Debuttanti è tornato nella splendida cornice del Circolo Ufficiali della Marina Militare di Messina
Quindici giovanissime, valzer, eleganza e solidarietà: l’intero incasso devoluto all’Istituto Andrea Doria e al CIRS. Una notte in cui la città ha ritrovato una sua tradizione più nobile.
Sabato 13 giugno 2026, la splendida cornice del Circolo Ufficiali della Marina Militare di Messina si è riaccesa di luce. Dopo 30 anni di assenza, è tornato “Il Ballo delle Debuttanti anno 2026”. Una notte sospesa tra favola e realtà, dove il tempo sembrava essersi fermato al ritmo di un valzer.
Un ritorno voluto e costruito con cura. L’evento è nato dalla sinergia tra il Circolo Ufficiali, guidato dal Presidente Comandante Capitano di Vascello Gabriele Belfiore, e il Club Rotary Stretto di Messina – Colapesce, con il Presidente Dott. Tonino Brancato, il Vice Presidente e Chairman dell’evento Avv. Michele Minissale e la Prefetto Sabina Scaravaggi. Con loro, la collaborazione della dott.ssa Antonella Squillacioti e della prof. Rosaria Addamo.

Protagoniste assolute: quindici giovanissime debuttanti. Liviana Faraci, Giulia Scotto, Eleonora Pino, Benedetta Pulejo, Maria Antonietta Mascolo, Valeria Ruggeri, Olga Milella, Maria Enza De Vivo, Gloria Fiumara, Roberta Nicita Mauro, Gloria Nicita Mauro, Sofia Lo Re, Sveva Versace, Maria Sole Venuti, Marchello Roberta. Accompagnate dai loro cavalieri, hanno incantato la sala con una scenografica coreografia di valzer e quadrighe, diretta magistralmente dal Maestro Fabio Mollica e dalla Maestra Mariangela Bonanno.
Ma il Ballo delle Debuttanti non è solo eleganza. È tradizione, è memoria, è impegno. L’intero incasso della serata, fedele allo spirito rotariano del _“servire al di sopra di ogni interesse personale”, verrà devoluto in beneficenza all’Istituto Andrea Doria della Marina Militare e al CIRS di Messina.

Oltre l’evento, il significato più profondo: rafforzare il legame antico tra le Autorità Militari, la Marina che ha ospitato la serata, e la città di Messina. Un filo invisibile di identità e appartenenza che attraversa i decenni.
Dopo 30 anni, Messina ha ritrovato una sua notte. Una notte in cui le sale del Circolo Ufficiali hanno di nuovo riflesso la grazia delle sue figlie migliori. E la città ha capito che certe tradizioni, se custodite, non muoiono mai: si addormentano solo per risvegliarsi più splendenti.
Il sogno è tornato. E Messina, con lui.
di Rosalinda Camarda Signorino






