31 Maggio 2026
Santo Re, un anno dopo il dolore resta vivo: la fiaccolata nel luogo dell’omicidio

È trascorso un anno da quando la vita di Santo Re è stata spazzata via per sempre da una furia che, ancora oggi, non ha una reale motivazione. Era una domenica come tante, il 30 maggio del 2025. Santo aveva da poco concluso il suo turno di lavoro al Bar Quaranta, aveva preso con sé un pacchettino, probabilmente con qualche dolce da colazione da portare a casa alla moglie che attendeva il suo rientro dal lavoro… ma a quella promessa di tornare a casa non ha potuto adempiere.
La storia di Santo, la fine della sua vita, è stata raccontata dai giornali e dalla famiglia che, udienza dopo udienza, è sempre presente in tribunale alla ricerca della verità. Perché perdere un proprio caro è un dolore che lascia il segno, ma quell’omicidio ha spezzato il cuore e lacerato l’anima di ognuno di loro. Il dolore composto del padre e della madre di Santo ne è la conferma, così come gli occhi sempre ricolmi di lacrime della moglie di Santo, presente anche oggi alla fiaccolata… aggrappata con tutta sé stessa al grande amore che li ha sempre uniti.
C’è anche Debora, la sorella di Santo, lei che si è fatta spesso portavoce della sua famiglia, del fratello barbaramente ucciso da Akhabue Innocente, noto anche con il nome di John Obama, con diversi colpi di arma da taglio che lo hanno raggiunto alle braccia, al torace e persino all’addome… ferite che poi purtroppo non gli hanno lasciato scampo.
La fiaccolata è stata un momento di grande raccoglimento, al quale hanno preso parte non solo i familiari, ma anche gli amici di Santo, a lui molto legati, e alcuni rappresentanti della Municipalità di Ognina. Tutti, in silenzio, hanno seguito questo cammino di dolore da piazza Nettuno fino al luogo in cui Obama ha posto fine alla vita di Santo, che nei suoi ultimi istanti ha provato a chiedere soccorso ai colleghi e alla sorella, che in quel momento si trovavano proprio al Bar Quaranta.
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- Fiaccolata per Santo Re – FreePressOnline
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- Fiaccolata per Santo Re – FreePressOnline
- Fiaccolata per Santo Re – FreePressOnline
- Fiaccolata per Santo Re – FreePressOnline
Portavoce ancora una volta del dolore della famiglia è stata proprio Debora, la quale, con la voce spezzata dalla commozione, ha ribadito che la brutalità di ciò che è successo al fratello deve comunque trovare giustizia, ricordando il profondo legame che li univa. Lo stesso legame che aveva raccontato anche in aula, nel mese di maggio, quando davanti alla Corte del Tribunale di Catania aveva ripercorso gli ultimi istanti di vita del fratello, quando le aveva implorato di aiutarlo.
Presente anche la moglie di Santo, Giulia Gresta, anche lei con indosso la maglia dedicata a Santo con la scritta «Santo vive», che intervistata da FreePressOnline, ricordando il marito, ha detto: «Nessuno merita di morire così, soprattutto Santo non lo meritava perché era una persona buona».










