26 Maggio 2026
Etnaland, stallo dopo il sequestro: Cisal chiede tavolo alla Regione

Cisal chiede intervento alla Regione, “a rischio 250 posti di lavoro”
Il futuro del parco acquatico Etnaland resta ancora sospeso a diversi mesi dal sequestro preventivo disposto lo scorso febbraio. Una vicenda giudiziaria che continua ad avere riflessi concreti sul piano occupazionale e sull’indotto commerciale del territorio etneo.
Come già ricostruito ieri nel nostro articolo, la preoccupazione principale riguarda l’impatto sulla stagione estiva e sulla rete di lavoratori stagionali, che rappresentano la quota prevalente della forza lavoro del parco, con circa 250 posti di lavoro a rischio secondo le stime sindacali.
Oggi la Cisal Catania torna a sollecitare un intervento delle istituzioni e chiede un incontro urgente all’assessore regionale alle Attività Produttive Edomdo (Edy) Tamajo, spostando il confronto sul piano politico e amministrativo.
Il segretario provinciale Giovanni Lo Schiavo, pur mantenendo prudenza rispetto al procedimento giudiziario, richiama la necessità di una soluzione condivisa.
“Nessuno si può permettere di incidere o di entrare nel merito dell’inchiesta. Però è pur vero che la Procura ha detto che se si creano le condizioni e che se si bonifica tutta la parte interessata, se si fanno degli investimenti, non vieta il fatto che la struttura può essere riaperta. Qui si deve fare un gioco corale”.
Nel suo intervento Lo Schiavo critica anche la risposta istituzionale registrata nelle ultime ore, parlando di un atteggiamento non sufficiente rispetto alla portata del caso:
“Io diffido dalla politica e dalle istituzioni perché, tutto sommato, stanno facendo spallucce”.
Sul piano istituzionale, arriva anche la posizione del sindaco di Belpasso, Carlo Caputo, che richiama la necessità di attendere gli sviluppi giudiziari e istituzionali prima di qualsiasi valutazione operativa, sottolineando comunque l’attenzione dell’amministrazione sulle ricadute economiche e occupazionali del caso sul territorio.
Sul piano sindacale, l’allarme resta concentrato sulla tenuta occupazionale e sulla mancata attivazione dei contratti stagionali in vista della stagione turistica, con il rischio di ricadute immediate sull’economia locale e sulle attività commerciali dell’area.
La richiesta ora è quella di un tavolo istituzionale in sede regionale per chiarire condizioni e tempi di un’eventuale ripartenza, in un contesto ancora segnato dagli effetti del sequestro e dall’incertezza sulla gestione futura della struttura.





