25 Maggio 2026

Etnaland sotto sequestro. Lo Schiavo: “A rischio circa 250 posti di lavoro”

Etnaland sotto sequestro. Lo Schiavo: “A rischio circa 250 posti di lavoro”

Il sindacato Cisal lancia l’allarme dopo il sequestro preventivo del parco acquatico: “A rischio circa 250 posti di lavoro stagionali e l’intero indotto turistico del territorio”

Il caso Etnaland continua ad alimentare preoccupazioni e polemiche, soprattutto per le possibili ricadute occupazionali ed economiche sul territorio etneo. Lo scorso febbraio il parco acquatico di Belpasso è stato posto sotto sequestro preventivo nell’ambito di un’indagine della Procura della Repubblica su presunte violazioni di natura ambientale. Una vicenda che, a poche settimane dall’avvio della stagione estiva, rischia di avere conseguenze pesanti non soltanto per l’azienda, ma anche per centinaia di lavoratori stagionali e per l’intero indotto commerciale collegato al turismo.

A prendere posizione è stata la Cisal Catania attraverso il dirigente Giovanni Lo Schiavo, che ha lanciato un appello alle istituzioni chiedendo un intervento immediato. Secondo il sindacato, il blocco delle attività potrebbe compromettere l’attivazione dei contratti stagionali, che rappresentano la parte principale della forza lavoro impiegata dal parco durante il periodo estivo.



“Un duro colpo per le attività commerciali e per i tanti giovani che aspettavano l’estate per poter lavorare”, ha dichiarato Lo Schiavo, sottolineando come “le responsabilità altrui non possano ricadere sulle spalle dei lavoratori e lavoratrici, tantomeno su turisti e operatori del territorio”.

Il timore espresso dalla Cisal riguarda soprattutto l’effetto domino che il sequestro potrebbe provocare sull’economia locale. Etnaland, infatti, rappresenta una delle principali attrazioni turistiche della Sicilia orientale e ogni anno richiama migliaia di visitatori, generando lavoro non solo all’interno della struttura, ma anche per attività commerciali, ristorazione, trasporti e servizi collegati.

Per questo motivo il sindacato ha chiesto un incontro urgente al sindaco di Belpasso, Carlo Caputo, con l’obiettivo di aprire un confronto istituzionale sulla vicenda. Lo stesso primo cittadino, pur dichiarandosi “impotente” rispetto agli sviluppi giudiziari. Tuttavia il primo cittadino ha precisato che non rientra nelle competenze del Comune fornire informazioni sul caso, trattandosi di un’indagine coperta da segreto istruttorio e gestita dalla Procura della Repubblica e dai soggetti coinvolti, tra cui la proprietà del parco.

La vicenda resta dunque aperta e al centro del dibattito politico e sociale del territorio, in attesa di ulteriori sviluppi dell’inchiesta e di eventuali decisioni che possano chiarire il futuro della struttura e dei lavoratori coinvolti.

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redazione

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