19 Maggio 2026
Galati Mamertino ricorda Turiddu Carnevale

Nel cuore dei Nebrodi la comunità di Galati Mamertino si stringe nel ricordo di un suo figlio Turiddu Carnevale
Nella Sala dell’Associazione Combattenti, Reduci e Simpatizzanti, in Piazza San Giacomo, difatti, il Comitato Civico Galatese “25 Aprile” ha commemorato Salvatore “Turiddu” Carnevale nel 71° anniversario del suo assassinio avvenuto per mano mafiosa il 16 maggio 1955.
La serata, magistralmente coordinata da Lucia Bonaffino, non è stata l’occasione per un semplice, scontato momento commemorativo. Si è tratto più e meglio di un “incontro di memoria, storia e impegno civile”, con il proposito di attualizzare, fuori d’ogni ritualismo, la figura di Salvatore Carnevale, figlio prestigioso di Galati, sindacalista e politico socialista, trasformando la sua storia in una lezione viva di cittadinanza.

Turiddu Carnevale, ucciso a soli 31 anni a Sciara, nel palermitano, dove viveva con la madre, Francesca Serio, rappresenta una delle vittime più note della strategia mafiosa di attacco alle istituzioni democratiche e al movimento sindacale contadino post-bellico.
La sua morte, però, non segnò una fine bensì l’inizio di un percorso di resistenza civile che ancora oggi offre i suoi frutti
Il fulcro dell’iniziativa è stata la relazione del Prof. Fabio Cannizzaro, docente e storico, che ha ripercorso l’impegno di Turiddu Carnevale per la riforma agraria, i diritti dei lavoratori e la costruzione di una coscienza democratica.
Cannizzaro ha proposto una lettura che guarda al presente: «Ricordare Turiddu Carnevale non è solo un atto di memoria, ma un preciso dovere civico», ha dichiarato. «La sua storia ci insegna che la lotta alla mafia e alle ingiustizie sociali non si vince con l’indifferenza, ma con la partecipazione consapevole, lo studio della verità e il coraggio di scegliere di stare sempre dalla parte della legalità».
L’invito è chiaro: superare i “vacui ritualismi di maniera” per trasformare il ricordo in azione. Questo è il messaggio che Cannizzaro e con lui il Comitato Civico Galatese “25 Aprile” hanno lanciato alla cittadinanza galatese chiamandola a una presenza sempre più attiva e consapevole.
Dopo la relazione principale sono seguiti brevi interventi di Nino Franchina, Alfonso Fratacci, Bruno Natale, Sara Fogliano e Franco Russo Lacerna. ciascuno di loro ha focalizzato l’attenzione sull’eredità di Carnevale, un patrimonio di “lotta, dignità e riscatto” che la comunità galatese custodisce e propone come simbolo per tutti i siciliani che credono nella legalità e nella giustizia sociale approfondendo anche i temi del presente e del futuro di questa operosa Comunità.
In un’epoca che richiede rinnovata vigilanza contro ogni forma di illegalità, corruzione e sopraffazione la figura di Turiddu Carnevale torna ad essere un monito e una guida grazie anche ad iniziative come questa. La sua memoria, coltivata fuori dalle retoriche, diventa così un seme di impegno concreto per il futuro, nella consapevolezza che il riscatto di una comunità passa attraverso il coraggio di ricordare e di agire nella luce di chi ha pagato con la vita il prezzo della speranza.






