12 Maggio 2026
60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali

Il Messaggio di don Arturo Grasso, direttore UCS Acireale e CESi
“La comunicazione sia strumento di pace”
Domenica 17 maggio 2026 – Ascensione del Signore
In occasione della 60ª Giornata delle Comunicazioni Sociali, che si celebra tradizionalmente nella solennità dell’Ascensione, quest’anno domenica 17 maggio, avvertiamo il bisogno di riflettere sul peso delle parole e sulla responsabilità di chi comunica. In un tempo in cui tutto corre veloce, informare non è mai un gesto neutro: ciò che si pubblica può aiutare la convivenza oppure alimentare tensioni, può fare chiarezza oppure generare confusione.
Viviamo una stagione nuova, segnata anche dalla diffusione dell’intelligenza artificiale, strumento che offre opportunità importanti ma che richiede coscienza, regole e discernimento. Nessuna tecnologia potrà sostituire la serietà professionale, il controllo delle fonti, il rispetto della verità e la sensibilità umana necessaria per raccontare la vita delle persone.
Allo stesso tempo desta preoccupazione la presenza di percorsi improvvisati e scorciatoie che illudono molti giovani, facendo credere che il giornalismo possa ridursi ad un servizio ottenuto con facilità, senza studio, sacrificio, pratica e reale formazione. Comunicare non è avere un titolo da esibire, ma è svolgere un impegno da esercitare con competenza, etica e responsabilità.

Oggi assistiamo troppo spesso a linguaggi aggressivi, polemiche continue e frasi lanciate solo per ferire o ottenere visibilità. Questo clima non aiuta la nostra crescita. Per questo è necessario riscoprire una comunicazione seria, onesta e rispettosa delle persone.
La pace sociale nasce anche dal modo in cui ci parliamo e ci raccontiamo. Ogni parola può accendere conflitti inutili oppure favorire comprensione e fiducia. Per questo servono professionisti credibili, istituzioni attente e cittadini consapevoli.
Abbiamo bisogno di meno rumore e più sostanza, meno scorciatoie e più preparazione, meno rabbia e più responsabilità. La comunicazione può ancora essere uno strumento di pace, se ciascuno sceglie di viverla con coscienza e verità.






