09 Dicembre 2025

Giarre, 39° incontro con la polifonia, vivo successo della Jonia

Giarre, 39° incontro con la polifonia, vivo successo della Jonia

Nel Duomo “Sant’Isidoro Agricola” di Giarre, gremito di pubblico, presentato da Carmela Micalizzi, lunedì 8 dicembre, si è tenuto il 39° “Incontro con la polifonia” ovvero il tradizionale concerto dell’Immacolata della Corale Jonia, organizzato dall’Associazione Amici della musica Corale polifonica Jonia Aps, in collaborazione con la Comunità parrocchiale, il Comune di Giarre, l’Ars Cori e la Feniarco

Non si è trattato solo di un concerto, ma di un percorso musicale e umano che ha voluto attraversare confini, tradizioni e memorie. Il cuore programma è stato la “Holy Spirit Mass” del compositore norvegese Kim André Arnesen, una Messa moderna che coniuga trasparenza melodica e intensità emotiva. Arnesen immagina lo Spirito Santo come una presenza che unisce ciò che spesso sembra distante: culture diverse, fedi diverse, sensibilità diverse. La sua musica è un invito ad ascoltare prima ancora che a capire, e ad aprire spazi di incontro là dove la storia costruisce muri. È proprio da questo messaggio che nasce il filo conduttore del concerto: al dialogo tra le religioni, tra i popoli, tra le identità che convivono – non senza dolore – come ad esempio nella terra contesa tra Palestina e Israele. Senza alcuna pretesa di offrire risposte, la corale ha voluto sottolineare che la musica può accendere una forma diversa di attenzione: più silenziosa, più sincera, più umana.



A questa dimensione è stata affiancata la parola poetica, con la lettura della lirica “Se dovessi morire” di Refaat Alareer, poeta e professore palestinese, figura centrale della cultura civile a Gaza, nella bella interpretazione di Sibilla Corsaro. Alareer è morto il 7 dicembre 2023, durante un bombardamento notturno che ha colpito anche la sua famiglia. Poco prima aveva scritto questi versi, che sono diventati nel mondo una piccola icona di dignità e resistenza, non nella logica dell’odio ma nella fragile ostinazione della speranza.

In “Se dovessi morire”, Alareer immagina la propria fine come qualcosa che non cancella, ma che può trasformarsi. Chiede che il suo ricordo diventi un gesto semplice e luminoso – un aquilone – capace di parlare ai bambini, al cielo, e a chi ancora crede che la libertà sia un bene che appartiene a tutti. La sua voce arriva a noi come una preghiera laica: un invito a riconoscere, dietro ogni tragedia, un essere umano che desidera vivere, amare, raccontare la propria storia.

Ieri sera, attraverso la musica e la poesia, i cantori e l’orchestra hanno provato a restituire spazio a quella voce e a tutte le voci che cercano pace oltre il rumore delle armi, oltre il ciclo della violenza, nella fragile ma necessaria possibilità di un futuro condiviso. Il lunghissimo, interminabile applauso del pubblico ha sancito la riuscita dell’obiettivo.

L’atmosfera del concerto è stata resa davvero suggestiva dal progetto grafico e video – segnalemosso – dei professori Marzia Andronico – Massimo Corsaro.
Apprezzatissimi sia la performance del coro, rinforzato dalla presenza del tenore Salvo Fresta e del basso Emilio Strazzeri, sia lo straordinario supporto dell’orchestra, che ha visto al pianoforte Giuseppe Mignemi, ai violini Antonio Ambra (solista) Marianna Musumeci Alessio Correnti Francesca Gugliotta Samantha Fidanza, alle viole Eleonora Urzì Alexandra Butnaru, ai violoncelli Francesco Musumeci Sunah Choi, al contrabbasso Andrea Di Mauro, diretti dal Maestro Giuseppe Cristaudo.

A conclusione del concerto il maestro Giuseppe Cristaudo ha detto: “credo che possiamo essere soddisfatti e ripagati dalla fatica. Da più parti ho ricevuto complimenti e attestazioni di stima per le emozioni provate durante il concerto. Siamo riusciti a essere incisivi anche quest’anno, soprattutto in questo periodo duro e aspro, dove fare arte è sempre più difficile. Certo, non siamo stati perfetti, ma siamo umani e non artificiali, con i propri problemi, pensieri, preoccupazioni e mancanze. Per me è stato molto pesante dover concertare con il peso nel cuore per la mancanza di mio papà tra un pubblico, ma avete accarezzato la mia anima sostenendomi con il vostro amore. Proprio questa mattina un amico mi ha mandato un frammento di un video di uno spettacolo di Roberto Benigni: ‘Amare vuol dire donare ciò che non si ha. È facile donare oggetti, ma bisogna regalare il proprio tempo, sé stessi, i propri giorni e la propria presenza’”.

La Corale polifonica Jonia

La Corale Jonia, fondata nel 1960 per volontà di don Gaetano Nicolosi, è il più antico coro siciliano a carattere dilettantistico; si esibisce in un repertorio che spazia dalla musica sacra a quella profana di ogni epoca, e collabora anche con formazioni orchestrali.

La Corale, è stata spesso presente a rassegne e concorsi nazionali ed internazionali. È stata vincitrice dei seguenti concorsi, conseguendo il I premio: IV Concorso Regionale di Messina; XIV Concorso Corale di Canto Sacro di Vallecorsa (FR) II Concorso Interprovinciale di Porto Empedocle (AG); V Concorso Nazionale Premio “P. Settimio Zimarino” di Vasto (CH); II Concorso Internazionale “Magma” di Catania; I Concorso Nazionale “Mons. S. Santoro” di Reggio Calabria. Si è classificata al II e III posto ai seguenti concorsi: III Concorso Inter nazionale di Riva del Garda; IV Tor neo Internazionale di Musica Corale indetto dall’A.Gi.MUS. a Roma; III Concorso Corale di Battipaglia; II Concorso Internazionale “Gran Prix Slovacchia” di Trencianske Teplice (Slovacchia); 59° Edizione “Llangollen International Music Festival”. Ha ricevuto un Premio Speciale nella categoria Canto Gregoriano al Concorso Internazionale di Arezzo. Ha collaborato con Alice e Juri Camisasca, sotto la direzione artistica di Franco Battiato. La Corale si è esibita nelle capitali e nelle principali città della Lituania, Polonia, Lettonia, dei Paesi Baschi e Catalogna, Francia, Slovacchia, Ungheria. Nell’anno giubilare 2000, la Corale ha animato in S. Pietro la Veglia Pasquale e la S. Messa della Domenica di Pasqua presiedute da S.S. Giovanni Paolo II. Nell’estate del 2022 ha collaborato, come coro di supporto, nei concerti dei Pink Floyd legend tenutosi a Zafferana Etnea e a Catania.

Ha eseguito in collaborazione con diverse formazioni orchestrali: Il “Gloria” di A. Vivaldi; Il “Messiah” di G.F. Haendel; la “Messa in G Dur di W.A. Mozart; il “Magnificat” di J.S. Bach; la “Petite Messe Solennelle” di G. Rossini; il “The Armed Man a Mass for Peace” di K.Jenkins; I “Vesperae In Conceptione Immacolata Beatae Mariae Virginis” di G. Mignemi; the “Gospel Mass” di Robert Ray; la “Misa Criolla” di Ariel Ramirez; il “Ein Deutsche Requiem” di J Brahms; “Magnificat” di Durante; “Dixit Dominus” di A. Vivaldi; la “Sunrise Mass” di Ola Gjeilo; “Gloria” di J. Rutter; “Trinity Te Deum” di E. Esenvalds; “Sarà chiamato Nazareno” di A.M. Trovato; per ultimo lo scorso 8 dicembre A Little Jazz Mass di B. Chilcott.

Per il costante impegno in campo artistico ed umanitario ha ricevuto: L’Orfeo Musicale; Il Garofano d’Argento; Il Premio Pirandello; Il Premio “Aci e Galatea; Il Premio Gesualdo da Venosa. Tra dicembre 2017 e gennaio 2018 si è esibita in tournée, insieme all’Orchestra Sinfonica Giovanile della Calabria. Dal 1986 la Corale organizza a Giarre la Rassegna Internazionale “Incontro con la Polifonia”. Discografia Messa in VI modo di Rangueil Musica di p. André Gouzes registrata nella Chiesa dell’Abbazia di Santa Maria di Maniace (CT) il 19 e 20 settembre 1996. Dal 1991 è diretta dal M° Giuseppe Cristaudo.
Mario Pafumi

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Mario Pafumi

Mario Pafumi

mario.pafumi@tiscali.it Mario Pafumi (OdG Sicilia N° 165054) Classe 1956. Giornalista pubblicista dal 1993. Sono stato responsabile di diversi uffici stampa e direttore responsabile di alcune testate cartacee e online. Dal 1990 corrispondente del Giornale di Sicilia, e dall'apertura, di GdS online. Redattore di Freepressonline dal 2024.