18 Ottobre 2026
Giarre, il busto di Carlo Parisi rinasce nel parco di Macchia

GIARRE. La memoria storica di una comunità che si riappropria del proprio passato attraverso le frontiere dell’innovazione tecnologica. Si è svolta questa mattina, nella cornice del Parco giardino di Macchia di Giarre, la solenne cerimonia di inaugurazione del nuovo busto dedicato all’illustre magistrato e poeta Carlo Parisi. L’evento, inserito nel fitto calendario del “Mese della Cultura”, ha richiamato una importante presenza di cittadini, studenti e massime autorità locali, tra cui il senatore Pippo Pagano.
L’opera non rappresenta soltanto un omaggio al passato, ma anche un esempio di sinergia tecnologica e didattica: il busto è stato infatti ripristinato grazie all’utilizzo della tecnologia di stampa e modellazione 3D, unendo idealmente il valore del ricordo alle competenze del futuro.
L’accoglienza nell’atmosfera del parco e l’introduzione è stata affidata alla voce di Salvo Gullotto, che ha eseguito un’emozionante interpretazione di “Nel blu dipinto di blu” (Volare).
La kermesse si è aperta in un’atmosfera di profonda commozione, che l’Inno di Mameli ha saputo subito dopo sottolineare. A dare il benvenuto ai presenti è stato il coordinatore e moderatore della mattinata, Mario Pafumi, che ha porto i saluti alla autorità religiosa, rappresentata dal vicario parrocchiale don Giovanni Zappalà (in sostituzione del parroco don Alfio Privitera assente per motivi di salute) che ha impartito la solenne benedizione dei luoghi e dei presenti.
Il momento ufficiale ha preso dunque il via sulle note dell’Inno di Mameli, eseguito magistralmente dal giovane trombettista Alexander Torrisi, laureando al conservatorio “Vincenzo Bellini” di Catania e membro dell’Associazione “Gaetano Donizetti” (il corpo bandistico della città di Riposto).
Sono seguiti i saluti istituzionali della componente politica e civile. Al microfono sono intervenuti il sindaco di Giarre, Leo Cantarella, insieme agli assessori Giuseppe Cavallaro e Antonella Santonoceto e al presidente e vicepresidente della IV Commissione consiliare, Angelo Spina e Alfio Tomarchio, promotori e organizzatori del Mese della cultura, che si è concluso proprio con questo evento. Forte l’accento posto sul valore della legalità e sull’importanza di consegnare alle nuove generazioni modelli di alto profilo umano e professionale. A fare eco a queste parole è stato il dott. Gaetano Ginardi, dirigente dell’Istituto d’istruzione superiore “Fermi-Guttuso“, che ha sottolineato il ruolo centrale della scuola nella custodia della memoria collettiva e della collaborazione con il territorio.
Ad aprire la seconda sessione è stata la toccante lettura della poesia “Macchia di Giarre”, tratta dal libro di Carlo Parisi “Le città bionde”, curata da Anna Quattrocchi. E’ seguito l’esaustivo intervento della presidente dell’associazione “Carlo Parisi“, Lucia Cardillo, affiancata dal vicepresidente Tino De Salvo. Lucia Cardillo, visibilmente emozionata ha coinvolto il pubblico illustrando le profonde motivazioni che hanno spinto il sodalizio a volere fortemente questa giornata per onorare la figura di un illustre cittadino.
La seconda parte del programma è entrata nel vivo con la spiegazione degli aspetti tecnici e accademici della scultura ideata dall’ingegnere Alfredo Sorbello per ridare al viale degli uomini illustri del parco giardino di Macchia il suo aspetto originale. L’ingegnere informatico Alfredo Sorbello, inventore del didattico “Gioco di Giarre”, ha illustrato alla platea l’intuizione alla base del ripristino del monumento e l’applicazione della moderna ingegneria tridimensionale. A seguire, nel suo efficace intervento, il professor Giuseppe Cristaudo ha dettagliato le complesse fasi di lavorazione ed esecuzione dell’opera, cogliendo l’occasione per tributare un doveroso ringraziamento ai colleghi docenti Vito Mertoli e Maria Rosa Squadrito, il cui contributo scientifico e artistico è stato fondamentale per la riuscita del progetto.
La figura di Carlo Parisi è stata poi analizzata sotto il profilo storico e letterario grazie agli interventi dei rappresentanti della Società Giarrese di Storia Patria e Cultura. Hanno preso la parola il segretario organizzativo, il preside Nino Raciti e il presidente del sodalizio, il preside Carmelo Torrisi, che hanno tratteggiato l’impatto culturale del magistrato sul territorio ionico-etneo.
Il momento forse più intimo della giornata si è consumato con la partecipazione del dottor Carlo Parisi, nipote omonimo del magistrato, che ha condiviso con i presenti un toccante e inedito ricordo familiare dello zio. Subito dopo, le note universali di What a Wonderful World, eseguite nuovamente dalla tromba di Alexander Torrisi, hanno traghettato l’evento verso il suo culmine.
Il momento tanto atteso della svelatura si è compiuto attraverso un gesto simbolico. A scoprire il nuovo busto sono stati la presidente Lucia Cardillo, il primo cittadino Leo Cantarella, il dirigente Gaetano Ginardi e il nipote Carlo Parisi.
Nel perfetto silenzio del parco, rotto solo dalle note strazianti e solenni de Il silenzio suonato da Torrisi, la comunità ha potuto finalmente “riabbracciare” visivamente l’effigie del magistrato. La cerimonia si è conclusa con la consegna dei riconoscimenti a tutti coloro che, con il proprio lavoro e la propria arte, hanno reso possibile una giornata destinata a rimanere impressa nella storia culturale di Giarre.
Agata Trovato
Mario Pafumi
mario.pafumi@tiscali.it Mario Pafumi (OdG Sicilia N° 165054) Classe 1956. Giornalista pubblicista dal 1993. Sono stato responsabile di diversi uffici stampa e direttore responsabile di alcune testate cartacee e online. Dal 1990 corrispondente del Giornale di Sicilia, e dall'apertura, di GdS online. Redattore di Freepressonline dal 2024.


