05 Settembre 2026

Un busto in bronzo a Linguaglossa per il preside Mimmo Barletta

Un busto in bronzo a Linguaglossa per il preside Mimmo Barletta

LINGUAGLOSSA. Ci sono uomini capaci di lasciare un’impronta così profonda nel cuore di un territorio che la pietra e il bronzo, alla fine, diventano l’unico modo tangibile per dire loro “grazie”. Da questa mattina, sabato 5 settembre, la comunità di Linguaglossa ha riabbracciato idealmente una delle sue anime più nobili: nella villa di piazza dei Vespri siciliani, a due passi dalla via Michele Amari (intitolata al medesimo personaggio che dà il nome al centenario liceo classico di cui fu preside illuminato per tantissimi anni) su iniziativa della locale Università delle tre età (Unitre) di cui fu fondatore e presidente, di concerto con il Comune di Linguaglossa è stato svelato il mezzobusto bronzeo dedicato al preside, professor Girolamo “Mimmo” Barletta.
Scrittore, politico, giornalista e intellettuale finissimo, Barletta è stato un pilastro culturale per l’intero comprensorio, legando il suo nome a realtà importanti come Giarre e Riposto, dove ricoprì alte cariche istituzionali e diede vita a fari di resistenza culturale come la Società giarrese di storia patria e cultura. Eppure, il suo cuore non si è mai allontanato da qui.
La svelatura della statua è stata il culmine di una mattinata densa di memoria e profonda commozione, iniziata tra le pareti dell’aula consiliare del Municipio alla presenza della moglie Maria Gliozzo, della figlia Rosaria, del nipote Samuele (che ha svelato il busto insieme al sindaco) e del genero Daniele Ferro (presente anche la sorella del preside, Raffaella “Lella”, e il nipote Umberto Trovato). Proprio Daniele Ferro, a nome della famiglia, in una toccante lettera di ringraziamento, ha voluto mettere a nudo l’essenza del rapporto tra il preside Barletta e le sue radici: un legame rimasto sempre indissolubile.
Anche quando la sua fortunata e brillante carriera scolastica e politica lo portarono lontano, verso altri centri a cui rimase profondamente legato, nessuno ha mai potuto competere con la sua Linguaglossa. Con il centro etneo il rapporto era viscerale, grande e speciale: un amore immenso che Barletta rimarcava costantemente nelle sue opere letterarie, nella sua attività politica e, con altrettanta forza, nella sua vita privata.
Tutti coloro che hanno preso la parola durante la cerimonia hanno voluto delineare l’autentica e complessa personalità del preside. Ne è emerso il ritratto non di una figura distante, ma di un precursore: un uomo, un saggista, uno scrittore e un educatore lungimirante, capace di anticipare quella modernità che oggi si riflette perfettamente nel nostro presente.
I discorsi delle autorità — tra cui il sindaco di Linguaglossa Luca Stagnitta e la giunta, il primo cittadino di Giarre Leonardo Cantarella, il presidente del Consiglio comunale Salvatore Antonino Sgroi e il presidente dell’Unitre “Egidio Incorpora” Annunziato Raineri — insieme alle parole del prof. Luigi Frudà (già docente alla Sapienza di Roma), che ha commosso il folto pubblico con i ricordi d’infanzia, hanno svelato un uomo determinato nel perseguire i propri obiettivi. Un uomo autentico, fatto anche di umane debolezze, con il vezzo dell’arte e un amore viscerale per la bellezza e per le tradizioni. Barletta era un uomo consapevole delle sue libertà: le ha seguite, le ha raggiunte e le ha esternate pubblicamente con generosità, altruismo e con una immancabile, finissima dose di ironia.
Un dettaglio di grande valore civico è stato rimarcato dal sindaco Stagnitta: il progetto del busto è stato interamente finanziato con lo strumento della democrazia partecipata 2025, segno di una volontà popolare forte e condivisa.
L’opera porta la firma dello scultore Carmine Susinni, che ha scelto un approccio dal sapore naïf. Un tratto volutamente spontaneo e istintivo, privo di rigidi condizionamenti accademici, capace di restituire l’umanità e le molteplici sfaccettature di Barletta. La fusione è stata curata dalla storica Fonderia artistica Laconeo, nata a Giarre nel 1900 e oggi attiva a Puntalazzo di Mascali.
Quella del preside Barletta è una figura che non si esaurisce con questa inaugurazione, ma che sicuramente verrà approfondita e studiata ancora a lungo. La sua grandezza non risiede solo nelle sue pur notevoli opere letterarie, ma nell’interezza della sua vita, caratterizzata da luci che hanno fatto di lui un assoluto protagonista della politica e della cultura etnea. Da oggi, il suo sguardo di bronzo nella piazza dei Vespri siciliani di Linguaglossa continuerà a parlare ai suoi concittadini, ricordando a tutti il valore della libertà e della cultura.
Mario Pafumi

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Mario Pafumi

Mario Pafumi

mario.pafumi@tiscali.it Mario Pafumi (OdG Sicilia N° 165054) Classe 1956. Giornalista pubblicista dal 1993. Sono stato responsabile di diversi uffici stampa e direttore responsabile di alcune testate cartacee e online. Dal 1990 corrispondente del Giornale di Sicilia, e dall'apertura, di GdS online. Redattore di Freepressonline dal 2024.