29 Luglio 2026
Pronto soccorso siciliani, Codacons chiede la relazione della Regione

Il Codacons annuncia un accesso agli atti per ottenere la relazione sui pronto soccorso siciliani avviata dopo il caso dell’ospedale di Patti
Il Codacons chiede alla Regione Siciliana di pubblicare la relazione sulle condizioni dei pronto soccorso dell’Isola, predisposta dopo le verifiche straordinarie avviate nell’agosto del 2024.
L’associazione annuncia la presentazione di una formale istanza di accesso agli atti per acquisire il documento e conoscere le criticità riscontrate, le soluzioni proposte e gli interventi effettivamente realizzati.
La verifica era stata disposta dal presidente della Regione, Renato Schifani, dopo il caso del paziente dell’ospedale di Patti al quale una frattura sarebbe stata immobilizzata con del cartone.
La relazione non sarebbe disponibile online
Secondo quanto riferito dal Codacons, a quasi due anni dall’avvio dei sopralluoghi il documento non risulterebbe pubblicamente reperibile sul portale istituzionale della Regione.
La commissione incaricata avrebbe dovuto analizzare il funzionamento delle strutture di emergenza, individuare le principali difficoltà organizzative e formulare possibili soluzioni.
L’associazione chiede ora che la relazione venga resa integralmente accessibile ai cittadini.
Tanasi: «La Regione spieghi cosa è stato fatto»
«Non è accettabile che una verifica annunciata pubblicamente dopo un episodio che aveva indignato l’intero Paese possa finire nel silenzio degli uffici regionali», afferma Francesco Tanasi, giurista e segretario nazionale del Codacons.
Secondo Tanasi, qualora il documento sia stato completato, il governo regionale dovrebbe chiarire quali criticità siano emerse, quali interventi siano stati programmati e quanti siano stati concretamente attuati.
«I cittadini non hanno bisogno di annunci destinati a rimanere sulla carta, ma di sapere se, dopo quasi due anni, la situazione dei pronto soccorso sia effettivamente migliorata», sostiene.
Annunciato l’accesso agli atti
Il Codacons ritiene che la pubblicazione sia necessaria indipendentemente dal contenuto della relazione.
Se il documento avesse evidenziato problemi, secondo l’associazione i siciliani avrebbero il diritto di conoscere le misure previste per affrontarli. Se invece attestasse risultati positivi, non vi sarebbero ragioni per non diffonderlo.
«La trasparenza è il primo dovere di chi amministra la sanità pubblica e rappresenta il presupposto indispensabile per ricostruire il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini», conclude Tanasi.
Le richieste e le valutazioni riportate sono quelle formulate dal Codacons. Nel comunicato non è indicata la posizione della Regione Siciliana.






