28 Luglio 2026
Ospedale di Bronte, Enza Meli: «Un presidio a misura di persona»

Dopo un ricovero al Castiglione Prestianni di Bronte, la segretaria Uil Enza Meli ringrazia il personale e rilancia la battaglia contro tagli e carenze
Lettera aperta della segretaria Uil Enza Meli, dopo un ricovero nel presidio sanitario etneo
“Non c’è Sanità senza umanità e competenza. Sono le risorse che ho abbondantemente sperimentato in questi giorni durante il mio ricovero al Castiglione Prestianni di Bronte. Adesso, quando sento il dovere di ringraziare ciascuna lavoratrice e ciascun lavoratore della struttura, ho un motivo in più per testimoniare che questo è un ospedale a misura di persona. E per difendere assieme a ogni abitante del comprensorio un presidio di eccellenza che era e resta indispensabile per una vasta area etnea”.
Lo afferma Enza Meli, segretaria generale della Uil etnea, in una lettera aperta scritta all’indomani delle dimissioni dall’ospedale di Bronte dov’è stata curata per alcuni giorni nel reparto di Medicina, dopo l’iniziale ricovero al Pronto soccorso.
“Mi sono trovata più volte a protestare, come cittadina e come esponente sindacale, contro la chiusura di reparti e le lacune di organico al Castiglione Prestianni. Sono criticità in molti casi irrisolte, anzi risulta che si insista in tagli incomprensibili anche sulle ore di prestazione degli addetti ai servizi ausiliari e di pulizia. La nostra battaglia è ancora lontana dall’essere vinta, ma almeno è stata sinora utile per conservare un ospedale nel quale, voglio dirlo oggi con maggiore consapevolezza del passato, i pazienti avvertono tangibilmente la passione e la professionalità con cui medici e paramedici svolgono il loro servizio e suppliscono a ogni carenza di mezzi, di personale. Gli ospedali sul territorio, gli ospedali a misura di persona come quello di Bronte, devono esistere e trovare migliori attenzioni nelle istituzioni politiche. Adesso, ho un motivo per battermi con maggiore forza dalla parte di una Casa della Vita che va difesa, valorizzata, amata”.
Enza Meli






