27 Luglio 2026
Acireale celebra Santa Venera: «La dignità umana è intoccabile»

Migliaia di fedeli ad Acireale per le celebrazioni di Santa Venera. Il vescovo Raspanti richiama il valore della dignità umana e del rispetto della persona
ACIREALE – Nei giorni 25 e 26 luglio si sono svolte le solenni celebrazioni in onore di Santa Venera, Vergine e Martire, patrona della città e della diocesi di Acireale, ed hanno richiamato migliaia di fedeli, invitando la comunità a riscoprire il significato autentico dei festeggiamenti attraverso la testimonianza della giovane martire, patrona della città e della diocesi.
La Deputazione della Reale Cappella di Santa Venera, in sinergia con il Circolo Santa Venera e con la Basilica Cattedrale, guidata dal parroco don Mario Fresta, ha coordinato l’organizzazione della festa, curando un ricco programma liturgico e devozionale.
Il vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti, durante le celebrazioni ha presentato Santa Venera come donna pienamente libera perché appartenente a Cristo. La sua verginità consacrata, ha spiegato, è il segno di una scelta radicale che non mortifica la natura umana, ma la porta a compimento nell’amore di Dio.
Il vescovo ha, inoltre, rivolto il pensiero alle tragedie che segnano il nostro tempo, ricordando le vittime delle guerre e le morti nel Mediterraneo, dove tanti migranti perdono la vita. Ha, quindi, richiamato le ferite del nostro tempo, dal femminicidio alle guerre, fino a ogni forma di violenza e sfruttamento della persona, osservando come «abbiamo perso il senso del limite e delle relazioni», lasciando spazio alla logica del possesso anziché a quella del dono. «Il corpo è un dono ricevuto da Dio» e «la dignità umana è intoccabile», ha ricordato, indicando Santa Venera come modello di carità, evangelizzazione e coraggio per una società chiamata a riscoprire il rispetto della persona.
Nel Pontificale della Solennità, l’eparca di Piana degli Albanesi, il vescovo mons. Raffaele de Angelis ha invitato i fedeli a vivere la festa come un autentico evento di grazia. «Le campane, le luminarie e il passaggio del busto reliquiario lungo le strade trovano il loro vero significato soltanto se conducono a Cristo», ha affermato, ricordando che «il Vangelo non appartiene al passato, ma genera ancora oggi uomini e donne di fede». La santità, ha sottolineato, si costruisce anzitutto nella vita quotidiana, nella fedeltà alle proprie responsabilità, nella carità verso i più fragili e nella testimonianza del Vangelo nelle famiglie, nel lavoro e nella società. Da qui l’invito conclusivo: «Non basta l’emozione della festa, serve una vita trasformata in Cristo».
Il presidente della Deputazione della Reale Cappella di Santa Venera, Salvo Iannuli, ha espresso soddisfazione per il clima di collaborazione con le istituzioni ecclesiastiche e civili, in particolare con il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo.
«La riuscita delle celebrazioni – dichiara Iannuli – è frutto della sinergia tra istituzioni ecclesiali, realtà associative e volontari. Solo attraverso una collaborazione autentica è possibile custodire e trasmettere il patrimonio di fede e di tradizioni che Santa Venera continua a rappresentare per la nostra comunità».
Le celebrazioni hanno rinnovato il profondo legame che unisce Acireale alla sua Santa Patrona e confermano come la festa continui a essere un segno vivo della fede di un popolo che guarda a Santa Venera come modello di santità e testimone del Vangelo.





