09 Luglio 2026
Scoperta nuova malattia genetica del neurosviluppo

Identificato il ruolo del gene GIT1 in una rara sindrome del neurosviluppo. Lo studio coinvolge IRCCS Oasi di Troina, Università di Catania e Bambino Gesù
Scoperta una nuova malattia genetica del neurosviluppo. La ricerca ha identificato per la prima volta il ruolo del gene GIT1 in una rara sindrome caratterizzata da microcefalia, alterazioni cerebrali, grave disabilità intellettiva, tratti riconoscibili del volto e deficit della crescita.
Lo studio è stato condotto dall’IRCCS Oasi Maria SS. di Troina, in collaborazione con l’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico “G. Rodolico – San Marco”, l’Università degli Studi di Catania e l’IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Brain dell’Oxford University Press.
La sindrome è stata individuata in nove pazienti appartenenti a tre famiglie, due italiane e una francese. I pazienti presentavano caratteristiche comuni: microcefalia, anomalie cerebrali evidenziate alla risonanza magnetica, grave disabilità intellettiva, ritardo della crescita intrauterina e bassa statura.
La ricerca ha preso avvio dal lavoro clinico della dottoressa Pinella Failla e dei colleghi dell’IRCCS Oasi di Troina su una famiglia consanguinea con più persone affette da disabilità intellettiva. Casi analoghi sono stati poi individuati in una seconda famiglia italiana e in una famiglia francese.
Determinante è stata la combinazione tra genetica familiare e moderne tecnologie di sequenziamento del DNA. Il professor Marco Fichera, insieme ai biologi dei Laboratori di Genetica Medica dell’IRCCS Oasi di Troina e del Policlinico di Catania, ha contribuito a individuare la regione cromosomica coinvolta, aprendo la strada all’identificazione del gene GIT1 attraverso il sequenziamento dell’esoma.
Un contributo decisivo è arrivato anche dal dottor Marco Tartaglia e dal suo gruppo dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che hanno confermato il ruolo causale delle varianti del gene GIT1 con studi funzionali in laboratorio e sul modello zebrafish.
Gli esperimenti hanno chiarito il meccanismo biologico della malattia: la perdita di funzione di GIT1 altera la dinamica del citoscheletro, struttura fondamentale per forma, adesione e movimento delle cellule, attraverso una riduzione dell’attività della proteina RAC1.
La scoperta potrà consentire diagnosi più precise per altri pazienti con caratteristiche simili, migliorando la consulenza genetica e la presa in carico clinica delle famiglie.
Il progetto rientra nelle attività di ricerca dedicate ai pazienti orfani di diagnosi della Rete IDEA, finanziate dal Ministero della Salute, e in quelle sostenute dal PNRR.






