02 Luglio 2026

Giarre, festa Madonna delle Grazie tra fede e degrado

Giarre, festa Madonna delle Grazie tra fede e degrado

GIARRE. Strada pericolosamente sconnessa, erbacce selvatiche ai bordi, rifiuti e un senso diffuso di abbandono urbano. Si presenta purtroppo così, nel decoro mancato, una delle ricorrenze religiose più pure e viscerali per l’identità giarrese: i festeggiamenti in onore della Madonna delle Grazie.
Mentre la comunità si stringe attorno al proprio simbolo spirituale, esplode la dura protesta del Comitato dei festeggiamenti. Sotto accusa finisce la gestione del territorio, con via Gentile e via Madonna delle Grazie lasciate nell’incuria proprio nei giorni di massima affluenza.Un modo davvero indecoroso di onorare la Madonna e di accogliere i fedeli”, denunciano gli organizzatori, evidenziando il contrasto stridente tra la cura dei cittadini e l’inerzia istituzionale.
Il programma: fede viva oltre le barriere del degrado
Nonostante le polemiche, il motore della devozione non si ferma. I festeggiamenti, iniziati il 29 giugno, secondo il programma varato dall’arciprete parroco del Duomo Sant’Isidoro Agricola di cui la chiesetta è filiale, Don Nino Russo sono entrati nel vivo oggi con la commovente apertura della cappella e le messe mattutine.
Il momento più atteso è fissato per domenica 5, giorno della grande festa esterna. Questo il cronoprogramma per i fedeli:
Mattina: Sante Messe celebrate ogni ora, 7 – 8 – 9 – 10.30 – 12.
Ore 19 Messa solenne all’aperto, celebrata proprio in via Madonna delle Grazie, animata dai canti del coro parrocchiale.
A seguire: La sentita processione del fercolo con il simulacro della Vergine per le vie del centro storico.
Un gioiello dell’800 protetto solo dal volontariato
La chiesetta della Madonna delle Grazie non è solo un luogo di culto, ma un frammento vivente della storia di Giarre. Nata alla fine dell’800 come edicola votiva (atareddu) per proteggere i viandanti che attraversavano il torrente verso San Giovanni Montebello, fu ampliata nel 1901 diventando il cuore pulsante della periferia storica dell’epoca.
L’edificio è un piccolo museo di arte siciliana:
Custodisce un prezioso altare in marmo del maestro giarrese De Francesco.
Presenta stucchi sulla volta firmati da un ignoto artista acese.
Ospita una splendida tela della Madonna del Carmine, scampata alle macerie del tragico terremoto di Reggio Calabria.
Questo scrigno è sopravvissuto fino ad oggi solo grazie a una dinastia di custodi volontari: prima Sebastiano Cristaldi, poi il fratello Giuseppe (scomparso nel 2013) e oggi il nipote Carmelo, che porta avanti la tradizione di famiglia a titolo completamente gratuito.
La lezione dei cittadini: una storia di rinascita e resilienza
La rabbia dei residenti per la mancata pulizia delle strade è più che legittima, soprattutto se si guarda alla storia recente della cappella. Questo tempio è stato ricostruito due volte grazie al solo amore dei giarresi:
Nel 2003, quando un incendio accidentale causato dai ceri votivi devastò il simulacro, i cittadini avviarono una gara di solidarietà economica, restaurandolo a tempo di record.
Nel 2020, quando il rogo doloso di un’auto parcheggiata danneggiò gravemente la facciata. Anche in quel caso, i lavori guidati dall’architetto Teresa Pidatello e conclusi nel 2023 sono stati possibili grazie alla tenacia della comunità.
Oggi la chiesetta splende, ma le strade attorno rimangono sporche. La richiesta dei residenti e dei devoti è chiara e immediata: il Comune intervenga subito per ridare dignità alle vie della processione. La fede di Giarre merita rispetto, non erbacce.
Mario Pafumi

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Mario Pafumi

Mario Pafumi

mario.pafumi@tiscali.it Mario Pafumi (OdG Sicilia N° 165054) Classe 1956. Giornalista pubblicista dal 1993. Sono stato responsabile di diversi uffici stampa e direttore responsabile di alcune testate cartacee e online. Dal 1990 corrispondente del Giornale di Sicilia, e dall'apertura, di GdS online. Redattore di Freepressonline dal 2024.