20 Giugno 2026
Per i disabili mentali a rischio la continuità assistenziale

A destare maggiore preoccupazione è la cronica carenza di personale e di strutture adeguate. Le famiglie non possono sostituirsi alle cure
Cresce la preoccupazione tra le famiglie degli utenti seguiti dal Centro di Salute Mentale di corso Italia a Catania. Una situazione che, secondo diverse segnalazioni, rischia di compromettere la continuità assistenziale di persone particolarmente fragili con pesanti ripercussioni non solo sui pazienti ma anche sui loro familiari. Nei diversi reparti vengono seguiti utenti con patologie psichiatriche complesse e con esigenze assistenziali differenti. Una segnalazione raccolta dalla nostra redazione arriva da un padre di un giovane con importanti deficit cognitivi che denuncia una situazione ormai al limite. Secondo quanto riferito uno dei reparti sarebbe rimasto addirittura per sei mesi senza la presenza di un medico con inevitabili ripercussioni sull’assistenza e sul monitoraggio clinico dei pazienti.
“A questo va aggiunto il fatto che – sottolinea il genitore – per essere accolti in struttura passa quasi un anno dal momento della presentazione della domanda”
Il problema non riguarda soltanto Catania. In tutta la Sicilia le strutture dedicate alla salute mentale risultano insufficienti rispetto all’elevato numero di richieste. Una carenza che spesso costringe gli utenti a essere trasferiti in comunità situate anche a Palermo o Agrigento. A pagare il prezzo più alto sono soprattutto le famiglie visto che molti pazienti affetti da gravi disturbi psichiatrici – come la schizofrenia – non sono in condizione di guidare un’automobile e dipendono completamente dai propri familiari per gli spostamenti. Ciò significa affrontare viaggi lunghi e costosi per mantenere i contatti con i propri cari con un notevole aggravio economico, organizzativo ed emotivo.
Il timore è che possano verificarsi ancora altre interruzioni della continuità assistenziale con situazioni di sostanziale abbandono per persone che, al contrario, necessitano di cure costanti e di punti di riferimento stabili. Le contestazioni sulla qualità dei servizi o sui requisiti delle strutture non possono tradursi in ulteriori sacrifici per utenti e famiglie.
Gli operatori del settore ricordano come la salute mentale non possa essere gestita esclusivamente attraverso procedure amministrative e adempimenti burocratici. Servono programmazione, continuità terapeutica e una forte assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni. Per questo motivo viene chiesto un intervento urgente da parte dell’Asp e del Comune affinché sia garantita la permanenza degli utenti nelle strutture dotate di personale sanitario adeguato ed evitando trasferimenti lontani dal territorio di riferimento. Per molti pazienti fragili un cambio di comunità può infatti rappresentare un concreto rischio di regressione clinica mentre per le famiglie significa affrontare nuovi traumi, ulteriori sacrifici e un crescente senso di solitudine.






