25 Maggio 2026
Parata 23 maggio, Di Matteo: “Fingono di commemorare Falcone”

Queste parole sono state pronunciate sabato pomeriggio a Palermo in occasione del trentaquattresimo anniversario della strage di Capaci:
“Il 23 maggio, un’occasione di parata istituzionale, anche di veri e propri sepolcri imbiancati che fingono di commemorare Giovanni Falcone, quando invece durante tutto il resto dell’anno ne tradiscono le idee e lo spirito, quando invece durante tutto il resto dell’anno lavorano per ostacolare quella parte di magistratura che è rimasta convinta di dover accertare ancora le verità nascoste”.
Queste parole sono state pronunciate da Nino Di Matteo, Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia, utilizzando il microfono del corteo non istituzionale che ha registrato la presenza di associazioni, movimenti, collettivi studenteschi, organizzazioni sindacali, “del corteo di antimafia sociale ed intersezionale, che muove i passi dalle denunce di Peppino Impastato, dalla lotta contro la guerra di Pio La Torre, dalla ribellione al patriarcato mafioso di Lia Pipitone, dagli insegnamenti lungo le strade delle periferie di Palermo di Padre Pino Puglisi”.
Queste parole sono state accompagnate dallo slogan “FUORI – LA MAFIA – DALLO STATO”, scandito dai partecipanti al corteo.
Concludendo il suo articolato intervento, rivolgendosi direttamente ai manifestanti, Di Matteo ha evidenziato che “Manifestazioni come questa, con la partecipazione di tanti giovani, di tanti cittadini comuni, rappresentano la capacità dei cittadini che non vogliono accettare quella che è la ricostruzione storica che vogliono consacrare definitivamente, quella per cui le stragi sono state soltanto un fenomeno di contrapposizione tra l’organizzazione mafiosa e i giudici che l’avevano combattuta (…) Voi siete l’emblema di un popolo che sa che ricostruzioni minimaliste che vedono solo negli uomini di Cosa nostra gli autori delle stragi sono contrarie alla verità”.
Un particolare che abbiamo colto, e che non e’ cosa da poco per un magistrato che vive da tantissimi anni “blindato”: Di Matteo, come dimostra anche la foto qui pubblicata, seppure guardato a vista dagli agenti della scorta, ha partecipato al corteo rimanendo in contatto con chi manifestava e chiaramente in opposizione ai “sepolcri imbiancati”.





