14 Maggio 2026
IRFIS incontra le imprese di Confindustria Catania

I FONDI A DISPOSIZIONE E LA STRATEGIA PER LO SVILUPPO
Oltre mezzo miliardo di euro a disposizione delle imprese siciliane, tra contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati e prestiti a tasso zero: è il pacchetto di misure presentato oggi da Irfis FinSicilia nella sede di Confindustria Catania, in un incontro che ha riunito imprenditori e rappresentanti istituzionali per fare il punto sugli strumenti finanziari a supporto del tessuto produttivo dell’isola.
Dal sostegno all’occupazione agli incentivi per il turismo, dai ristori per le imprese colpite dal ciclone Harry alle misure dedicate a giovani, donne e start up, il quadro presentato disegna un sistema di agevolazioni articolato e già in larga parte operativo.
Ad aprire i lavori sono state Maria Cristina Busi Ferruzzi, presidente di Confindustria Catania, e Iolanda Riolo, presidente di Irfis FinSicilia. Il quadro generale delle attività dell’istituto è stato delineato dal direttore Giulio Guagliano, mentre la presentazione nel dettaglio delle misure è stata affidata a Francesco Badalamenti, responsabile dell’Area Coordinamento Territoriale e Finanziamenti, e a Giuseppe Cinquegrani, responsabile dell’Area Agevolazioni.

“La presenza dell’Irfis oggi, insieme alla presidente Iolanda Riolo, segna un cambio di passo importante: finalmente un approccio più diretto, concreto e vicino ai bisogni reali delle imprese – ha dichiarato la presidente Busi -. In un momento segnato da tensioni internazionali, instabilità dei mercati e costi delle materie prime spesso ingiustificati, le imprese hanno bisogno di strumenti rapidi e certi. Per questo il ruolo dell’Irfis come cinghia di trasmissione finanziaria tra Regione e sistema produttivo è decisivo. Snellire le procedure e garantire tempi chiari non è più una richiesta: è la condizione per mantenere competitività e permettere alle aziende di investire, innovare e crescere. Il dialogo di oggi va nella direzione giusta, ed è esattamente ciò che serve alla Sicilia che vuole fare impresa”.
“Siamo qui perché vogliamo essere uno strumento sempre più vicino all’impresa, non una struttura distante – ha sottolineato Iolanda Riolo -. In questi anni abbiamo lavorato con una velocità e un’intensità che i numeri oggi certificano: 25 milioni di fatturato nel 2025, un portafoglio di misure che ha già raggiunto 27mila imprese siciliane dal 2020. Catania è oggi il primo appuntamento di questo nuovo modo di fare banca per il territorio grazie al suo tessuto dinamico che coniuga manifattura, innovazione, alta tecnologia, agroindustria, turismo e servizi avanzati. Un ecosistema imprenditoriale che negli anni ha dimostrato capacità di visione e forte apertura ai mercati nazionali e internazionali”. “La politica regionale ha scelto di agire attraverso di noi come soggetto strategico, e noi sentiamo il peso e l’onore di quella scelta: il nostro obiettivo è mettere a terra le risorse nel minor tempo possibile, con procedure più snelle e tempi certi. Le misure più efficaci, quelle che hanno già dimostrato di funzionare, devono diventare strutturali. È questa la direzione, ed è su questa strada che continueremo a lavorare”.
Le principali misure in campo per il 2026
Sul fronte occupazionale, la Legge di stabilità regionale 2026 stanzia 150 milioni annui per incentivare le assunzioni a tempo indeterminato da parte di Pmi e liberi professionisti, con un contributo pari al 10% del costo del lavoro elevabile al 15% in presenza di criteri premiali, e ulteriori 50 milioni per le imprese che investono contestualmente in attivi materiali e immateriali. La misura “South working” destina invece 18 milioni annui ad attrarre imprese europee ed extra-europee disposte ad assumere lavoratori siciliani in modalità agile, con un contributo forfettario di 30.000 euro per addetto.
Le misure strutturali
Tra le misure strutturali, “Ripresa Sicilia” si conferma lo strumento di punta per la competitività delle Pmi, con 180 milioni complessivi e 90 milioni già erogati su oltre 130 progetti finanziati. Il comparto turistico alberghiero ed extralberghiero può contare su 135 milioni a valere sui fondi Fsc 2021-2027, con un’istruttoria in corso su oltre 2.700 istanze per circa un miliardo di investimenti proposti. Irfis sta già lavorando su nuovi interventi a valere sul Fesr 2021-2027, tra cui una seconda edizione di “Ripresa Sicilia” e misure territoriali dedicate alle aree interne e ai sistemi intercomunali.
Le misure di emergenza e giovanili
Alle imprese colpite dal ciclone Harry del gennaio 2026 sono dedicati due interventi specifici, per un totale di oltre 31 milioni tra ristori immediati e finanziamenti agevolati. Completano il quadro le misure a vocazione sociale – dal contrasto alla povertà energetica ai prestiti d’onore per gli studenti universitari fino al credito al consumo – e i plafond del Fondo Sicilia riservati a imprese giovanili, start up e imprenditoria femminile.





