09 Maggio 2026

Sant’Alfio: dalla via di Trecastagni ai nuri di Lentini, un viaggio di fede che unisce la Sicilia

Sant’Alfio: dalla via di Trecastagni ai nuri di Lentini, un viaggio di fede che unisce la Sicilia

Ci sono diverse feste patronali molto sentite in Sicilia, così come nel caso delle celebrazioni di Sant’Agata, che ancora oggi fanno sì che nel cuore di Catania arrivino numerosi devoti da ogni parte d’Italia e del mondo. Un’altra festa molto partecipata, poi, è quella dedicata a Sant’Alfio e ai fratelli martiri Filadelfo e Cirino.

In realtà, le celebrazioni dedicate ai tre fratelli martiri vengono effettuate in diversi comuni siciliani, molti dei quali proprio nella provincia di Catania.



Le tante celebrazioni, poi, sono legate al viaggio compiuto dai tre santi martiri. Alfio, Filadelfo e Cirino erano originari di Vaste, in Puglia. Durante l’impero di Decio, però, furono arrestati e deportati in Sicilia a seguito della loro conversione al cristianesimo e anche per il tentativo di aiutare altre persone a convertirsi a loro volta alla fede cristiana. La Sicilia diventa determinante, quindi, nel loro percorso e non solo per via della loro conversione, ma anche perché vennero processati dal prefetto Tertullo, che si trovava proprio a Lentini, in provincia di Siracusa.

Quanto detto ha fatto sì che il viaggio di deportazione li portasse a toccare diverse città della Sicilia, dove sono stati registrati anche vari miracoli. Motivo per cui, a oggi, la scia dei paesi toccati dai tre fratelli santi viene denominata la via del martirio. Ne sono un esempio lampante proprio il Comune di Sant’Alfio, quello di Adrano e persino quello di Trecastagni, dove durante una sosta il terreno tremò e nacquero delle sorgenti d’acqua. A Sant’Alfio, invece, un violento vento avrebbe abbattuto dei rami per ostacolare la corsa dei soldati romani e tentare così di venire in soccorso ai tre fratelli di Vaste.

Il loro viaggio, comunque sia, riconduce a Lentini, dove Tertullo era lì pronto per procedere con il processo, ma nonostante tutto i santi non finirono mai di predicare le lodi del Vangelo, nonostante la detenzione in carcere e le catene. Il martirio, poi, avvenne a Lentini il 10 maggio del 253 d.C. A Sant’Alfio, di 22 anni, venne strappata la lingua in quanto predicatore, morendo così dissanguato e, secondo la leggenda, proprio in quel luogo sono nati i tre pozzi dove ogni anno ritorna l’acqua considerata benedetta. Filadelfo, a soli 21 anni, fu posto su una graticola ardente e Cirino, di 19 anni, fu immerso in una caldaia di pece bollente. I corpi poi vennero gettati nel pozzo dei martiri, ma recuperati in un secondo momento dai cristiani locali in una grotta che ne fecero il loro santuario. Nei luoghi del loro passaggio a Lentini sono nati il Duomo dedicato a Sant’Alfio, la chiesa della Fontana e un altro piccolo santuario dove hanno trascorso la detenzione in carcere, denominato appunto Carcere Vecchio.

Sant’Alfio in Sicilia: le feste più sentite

Iniziamo subito dicendo che a oggi Sant’Alfio viene festeggiato anche a San Fratello, in provincia di Messina, così come a Scifì, frazione di Forza d’Agrò. Nel Catanese, invece, viene celebrato ad Adrano e Trecastagni con una festa molto sentita nei due comuni.

Ad esempio, a Trecastagni vi è il pellegrinaggio dei Nuri, il quale viene effettuato nella notte tra il 9 e il 10 maggio. Si tratta di un lungo percorso che viene fatto in salita verso il santuario. I credenti effettuano tale cammino con i piedi nudi, sia uomini che donne, vestiti di bianco con una fascia rossa, portando ceri votivi alti quanto la persona. Poi vi è l’uscita dei simulacri il 10 maggio di tutti e tre i santi, accompagnati da candelore e andatura danzante. Un altro tratto distintivo della festa di Trecastagni, poi, è rappresentato dalle trecce di aglio che, secondo la tradizione, vengono portate a casa prevalentemente per le loro capacità curative. La giornata si conclude con i fuochi d’artificio.

La festa di Sant’Alfio a Lentini

Le celebrazioni di Sant’Alfio a Lentini assumono un aspetto molto diverso, più solenne e legato al fisico martirio del santo patrono del Comune. Innanzitutto, le celebrazioni cominciano il 9 maggio con l’apertura della chiesa della Campana, dove si trova la reliquia di Sant’Alfio, che viene portata nella chiesa Madre. All’interno della stessa, poi, verrà posta la vara del Santo, in attesa della via dei Nuri che comincerà dopo l’una. Si attende tutti davanti alla chiesa, sia per i Nuri che hanno una corsia preferenziale, trattandosi di uomini con pantaloncini bianchi e fascia rossa che effettueranno il loro giro correndo, sia per i devoti che invece effettueranno il cammino a piedi. Si tratta dell’ultimo giro che fecero i santi una volta arrivati a Lentini prima del loro martirio.

Allo scattare della mezzanotte vengono fatte suonare le campane, si alzano i mazzi di fiori al cielo e, in attesa di entrare in chiesa, ci si mette in fila per poter avviare il proprio giro santo. Questi fedeli, poi, daranno il mazzo in offerta al Santo, che vedranno ancor prima dell’uscita che si terrà il 10 maggio. Il giorno successivo, poi, il Santo percorrerà tutte le vie più importanti del paese, per consentire l’abbraccio dei fedeli, e la sera verrà posto ai Bottai, dove verranno portati i ceri votivi.

Il terzo giorno, poi, il giro del Santo continuerà nel pomeriggio e verrà cantata in suo onore l’Ave Maria in piazza Duomo. Solo quando avrà completato il suo giro per il paese, cosa che avviene intorno alle tre del mattino ma, negli anni passati, anche alle sette, verranno fatti i fuochi finali e i fedeli accompagneranno il Santo in chiesa per salutarlo in vista del prossimo anno.

Poi, un nuovo incontro si terrà il 2 settembre, così come avviene anche a Trecastagni e in altri comuni, ma in quel caso specifico le statue dei tre santi rimarranno in chiesa senza mai varcare la porta d’ingresso, pronte comunque ad accogliere i fedeli.

Ultimo aggiornamento

Francesca Gugliemino

Francesca Gugliemino