14 Marzo 2026

Ad Acireale dibattito sulla sicilitudine

Ad Acireale dibattito sulla sicilitudine

Una sala gremita e un dibattito intenso hanno caratterizzato l’incontro “L’isola che non c’è. Le sicilitudini e le Sicilie, fra scandalo, rivalsa e riscatto”, svoltosi nella Sala Convegni AIAS di Acireale

L’iniziativa rientra nel programma della rassegna culturale “Marzo – Il mese della Cultura” e ha rappresentato un momento di riflessione sull’identità della Sicilia, sulle sue contraddizioni storiche e sociali, ma anche sulle possibilità di riscatto che l’isola continua a esprimere.

Tre voci per raccontare la “sicilitudine”

Protagonisti dell’incontro sono stati:

  • Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia



  • Felice Cavallaro, inviato del Corriere della Sera

  • Antonino Raspanti, vescovo di Acireale e presidente della Conferenza Episcopale Siciliana

Tre prospettive diverse che hanno affrontato il tema della “sicilitudine”, tra provocazione culturale, analisi civile e riflessione etica.

Buttafuoco: «La Sicilia può essere universale»

Nel suo intervento, Buttafuoco ha sottolineato la dimensione simbolica e culturale della Sicilia, capace di parlare al mondo:

«La specificità di questa nostra terra sta nell’essere universale, come luogo, come destino, come memoria. La cultura non è decorazione, ma un investimento concreto: ogni euro investito in formazione e culturagenera un indotto triplicato».

Secondo il presidente della Biennale di Venezia, proprio la crescita culturale può offrire nuove opportunità alle giovani generazioni.

Cavallaro: «Serve una Sicilia diversa»

Il giornalista Cavallaro ha invece evidenziato le difficoltà che frenano il cambiamento nell’isola:

«Torniamo sempre allo stesso punto: mazzette, telefonate dell’amico, concorsi pilotati. Questo è inaccettabile perché esistono imprenditori seri che cercano di costruire una Sicilia capace di trattenere i giovani».

Per Cavallaro è necessario riconoscere i problemi e superare quella rete di interessi sotterranei che spesso ostacola lo sviluppo dell’isola.

Raspanti: «Tra desiderio di partire e volontà di restare»

Una lettura più etica e spirituale è arrivata da monsignor Raspanti, che ha riflettuto sul significato dell’insularità:

«Da una parte c’è il desiderio di andar via, dall’altra la volontà di restare e cambiare le cose. Chi vive qui, chi parte e chi osserva da fuori vede la Sicilia in modo diverso».

Il vescovo ha ricordato come nella cultura siciliana sia spesso presente una vena di dolore e profondità, che emerge anche nella forte partecipazione alle tradizioni religiose, come i giorni della Pasqua.

Gli interventi istituzionali

L’incontro è stato aperto dai saluti istituzionali dell’assessore alle Attività culturali Enzo Di Mauro e del deputato regionale Nicola D’Agostino.

Quest’ultimo ha richiamato il concetto di “sicilitudine” elaborato da Leonardo Sciascia, sottolineando come non debba essere un alibi, ma piuttosto uno stimolo per il riscatto della Sicilia.

Tra il pubblico erano presenti rappresentanti delle istituzioni locali, delle forze dell’ordine e delle realtà culturali del territorio.

Prosegue la rassegna culturale

Il programma di “Marzo – Il mese della Cultura” prosegue oggi alle 18.00 al Centro culturale Pinella Musmecipresso la Villa Belvedere con la presentazione del libro “I nostri esordi. Pippo Baudo raccontato da Tuccio Musumeci. E viceversa” di Santino Mirabella.

Dialogheranno con l’autore e con Tuccio Musumeci il giornalista Salvo La Rosa.

redazione

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