09 Marzo 2026
Catania, a Villa Pacini inaugurata la panchina rossa

Un momento di riflessione e confronto si è svolto a Villa Pacini, nel centro di Catania, dove è stata inaugurata una panchina rossa, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne
L’iniziativa ha riunito per circa due ore un nutrito gruppo di cittadini, donne e uomini, che hanno partecipato al talk “en plein air” organizzato dall’associazione Agorà e da Scie – Spazio creativo itinerante etneo, presiedute da Gloria Sangiorgio.
All’evento ha aderito anche l’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Catania.
La testimonianza di Giovanna Zizzo
Tra gli interventi più toccanti quello di Giovanna Zizzo, madre di Laura Russo, la dodicenne uccisa nell’agosto 2014 dal padre.
“Io sono stata condannata all’ergastolo del dolore – ha detto – ma Laura mi ha lasciato la speranza, quella che non ho mai perso. Bisogna parlare della violenza ma anche dei diritti delle donne”.
Zizzo ha sottolineato come l’8 marzo non debba essere soltanto una giornata simbolica, ma un momento di memoria e impegno quotidiano: “Non è una festa. Deve essere una commemorazione, ma anche rivincita e riscatto per tutti. Dobbiamo fare rete e restare uniti, donne e uomini”.
Il ruolo delle istituzioni
Nel suo intervento l’assessora alle Pari Opportunità Viviana Lombardo ha sottolineato il valore dell’iniziativa e la necessità di valorizzare tutti gli spazi della città.
“Villa Pacini non è uno spazio di serie B – ha spiegato – e merita eventi che creino integrazione e avvicinino le persone a temi importanti”.
L’assessora ha ricordato anche le conquiste ottenute dalle donne negli ultimi decenni, come il diritto di voto conquistato in Italia circa 80 anni fa, sottolineando tuttavia che la strada verso la piena parità e l’abbattimento del gender gap non è ancora conclusa.
La panchina rossa e il lavoro delle associazioni
La panchina inaugurata è stata dipinta dagli ospiti dell’Istituto San Giuseppe S.P.D., struttura che offre accoglienza e supporto a giovani madri, promuovendo attività di integrazione sociale e laboratori artigianali.
La targhetta commemorativa è stata realizzata dalla ceramista Cristina Santonocito del progetto “Azulejos”, con il supporto degli Stati Generali delle Donne.
All’iniziativa hanno contribuito anche diverse realtà associative e sociali del territorio, tra cui In Loco di Gravina di Catania, Rinascendo – Casa del Sollievo di Catania e L’Oro delle Fate, oltre al sostegno di aziende private.
Il dibattito su leggi e prevenzione
Nel corso dell’incontro sono stati affrontati diversi temi legati alla violenza di genere e alla tutela delle vittime.
L’avvocata Enrica Cristaldi ha ricordato l’introduzione del Codice Rosso, che consente alla vittima di essere ascoltata dal pubblico ministero entro tre giorni dalla denuncia, sottolineando però che molte donne hanno ancora paura di denunciare.
Di violenza economica ha parlato l’avvocata Ester Ferrara, spiegando come si tratti di una forma subdola di abuso che mira a rendere la vittima dipendente dal proprio aggressore, limitandone l’autonomia finanziaria.
Educazione e rieducazione contro la violenza
Secondo Maria Pia Fontana, direttrice dell’Ufficio distrettuale di esecuzione penale esterna di Catania, la lotta alla violenza passa anche attraverso la rieducazione degli autori di reato, come previsto dalla Convenzione di Istanbulsulla violenza di genere.
“La detenzione da sola non protegge – ha spiegato –. È fondamentale interrompere la spirale della violenza attraverso percorsi di responsabilizzazione e lavoro di gruppo”.
Lavoro e autonomia delle donne
Sul tema del lavoro è intervenuta anche Sarita Giuffré, già vice prefetto di Catania, sottolineando la necessità di coinvolgere anche le donne culturalmente e socialmente più fragili.
Tra le priorità indicate vi è l’applicazione concreta delle norme che prevedono, ad esempio, asili nido nei luoghi di lavoro, strumenti fondamentali per favorire la partecipazione femminile al mondo del lavoro.
L’iniziativa ha ribadito come il tema della violenza sulle donne non possa limitarsi a una sola ricorrenza, ma richieda impegno costante, informazione e collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini.






