30 Gennaio 2026

Claudio Consoli, 12 anni al servizio della Festa di Sant’Agata

Claudio Consoli, 12 anni al servizio della Festa di Sant’Agata

Claudio Consoli, Capo Vara, racconta il suo legame profondo con la Patrona e il ruolo delicato che ricopre durante le celebrazioni più sentite dai catanesi

Cresciuto in una famiglia cattolica e devota, Consoli definisce il suo incarico «motivo di orgoglio» e sottolinea come, pur nella sua ripetitività rituale, ogni festa sia sempre diversa, condizionata da tempi, clima e contesto.

«La processione del 4 e del 5 febbraio resta sempre la stessa – spiega – ma nessuna edizione è uguale all’altra». Tra i momenti più complessi, Consoli indica l’uscita su Porta Uzeda, la salita dei Cappuccini e la Calata della Marina, passaggi storicamente impegnativi per il fercolo e per i devoti. Proprio per ragioni di sicurezza, negli anni alcuni tratti sono stati modificati o eliminati.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il ruolo del Capo Vara non si concentra solo nei giorni della festa

Consoli e i suoi collaboratori seguono la Cattedrale durante tutto l’anno, occupandosi della manutenzione ordinaria e dell’organizzazione delle principali ricorrenze liturgiche: dal Natale alla Pasqua, dal Corpus Domini alla festa del Beato Dusmet.



«La Cattedrale la viviamo 365 giorni l’anno – racconta – e questo rende la preparazione alla festa di Sant’Agata parte di un impegno continuo».

Un’attenzione costante che si traduce anche nella gestione dei momenti di maggiore affollamento

La sicurezza, infatti, è uno degli aspetti centrali dell’organizzazione. «Facciamo sopralluoghi, partecipiamo alle riunioni in Prefettura, collaboriamo con le autorità di pubblica sicurezza», spiega Consoli, ricordando il lavoro svolto in sinergia con il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza, soprattutto in punti critici come piazza Stesicoro, la salita dei Cappuccini e quella di San Giuliano.

Dodici anni alla guida della Vara significano anche un forte coinvolgimento umano

Consoli ammette di non lasciarsi andare facilmente all’emozione durante la festa, perché il ruolo richiede massima concentrazione. Tuttavia, ciò che più lo colpisce è il contatto diretto con i fedeli. «Vedere la sofferenza, le lacrime, le preghiere di chi chiede una grazia è qualcosa che resta dentro», racconta. Un momento particolarmente intenso è quello del 4 febbraio mattina, quando, insieme al parroco, è tra i primi ad aprire l’armadio d’argento che custodisce il busto reliquiario della Santa.

Dietro l’apparente perfezione della festa, sottolinea il Capo Vara, c’è un lavoro di squadra fatto di coordinamento, attenzione e responsabilità. «Per arrivare a un risultato così alto servono concentrazione e collaborazione tra tanti ruoli diversi». Un impegno silenzioso ma fondamentale, che permette alla città di vivere ogni anno uno degli eventi identitari più importanti.

L’intervista si è svolta nel corso dei preparativi, durante uno dei sopralluoghi con le autorità, a conferma di come il lavoro organizzativo prosegua fino all’ultimo momento. Un’occasione per raccontare non solo il lato spettacolare della festa, ma anche il lavoro quotidiano e discreto che ne garantisce sicurezza, continuità e valore spirituale.

Chiara Lucia Germenà

Chiara Lucia Germenà

Chiara Lucia Germenà (OdG Sicilia N^ 177881). Classe 1996. Giornalista e Dott.ssa in “Lingue e Letterature Comparate”. Appassionata di cultura e spettacolo: “Se non mi trovi cercami sottopalco".