05 Gennaio 2026
42 anni fa l’omicidio di Pippo Fava: memoria e legalità

A 42 anni dall’uccisione di Pippo Fava, il ricordo e l’impegno civile contro la mafia
Sono trascorsi 42 anni dall’uccisione di Pippo Fava, giornalista e intellettuale assassinato dalla Cosa Nostra catanese per il suo impegno nella denuncia dei sistemi di potere mafiosi. Un delitto che ancora oggi rappresenta una ferita aperta nella storia civile di Catania e dell’intero Paese.
A ricordare l’anniversario è Enzo Guarnera, Presidente dell’Associazione Antimafia e Legalità, che in una nota sottolinea come, troppo spesso, la giustizia riesca a individuare e condannare solo gli esecutori materiali dei delitti mafiosi, mentre i mandanti restano nell’ombra.
«Rimangono più o meno occulti – afferma Guarnera – e su di loro vi sono sospetti non utilizzabili in sede processuale».
Richiamando il pensiero di Pier Paolo Pasolini, Guarnera evidenzia come vi sia una consapevolezza morale diffusa su chi siano i veri responsabili, pur in assenza di prove giudiziarie.
«I mandanti vanno cercati nel complesso e trasversale sistema di potere che ha governato e continua a governare Catania e non solo», aggiunge.
Secondo il Presidente dell’Associazione, nel corso degli anni alcuni protagonisti sono cambiati, ma il sistema è rimasto intatto, diventando anzi più forte perché più invisibile.
«Coltivo la speranza che un giorno questi nomi possano essere resi noti», afferma, ribadendo però l’importanza di un’azione concreta e quotidiana.
In questo senso, l’Associazione Antimafia e Legalità rinnova il proprio impegno nelle scuole, con l’obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni l’etica della legalità e sviluppare una capacità critica autonoma.
«Solo così – conclude Guarnera – sarà possibile smantellare dalle fondamenta il sistema di potere occulto che alimenta la mafia: un dovere morale e civile inderogabile».








