22 Dicembre 2025

Salute femminile: medicina e innovazione a Catania

Salute femminile: medicina e innovazione a Catania

Salute femminile tra medicina e innovazione: alleanza tra università, ospedali e associazioni

Si è svolto nella prestigiosa Aula Magna del Rettorato dell’Università di Catania il convegno dal titolo “Salute femminile tra medicina e innovazione. Tumori, menopausa e nuove frontiere diagnostiche”, un appuntamento di alto profilo scientifico, istituzionale e culturale che ha posto al centro la salute della donna come tema non solo sanitario, ma anche sociale e civile.

L’iniziativa, promossa da FILDIS Siracusa e Mani Amiche Onlus di Catania, ha visto il patrocinio di numerose e autorevoli istituzioni: Università di Catania, Comune di Catania, ARNAS Garibaldi Nesima, Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, CoEHAR – Centro di eccellenza internazionale per la ricerca sulla riduzione del danno da fumo, Accademia Internazionale Mauriziana e Fondazione Salute e Cultura. Una rete ampia e coesa che testimonia la volontà condivisa di affrontare il tema della salute femminile in modo integrato.

Sinergia tra associazionismo, università e ospedali

Ad aprire i lavori è stata Giulietta Irene Gionfriddo, presidente di FILDIS Siracusa, che ha coordinato e moderato il convegno, sottolineando come l’iniziativa nasca dall’esigenza di creare una sinergia concreta tra associazionismo, università e strutture ospedaliere, realtà diverse ma complementari, unite dall’obiettivo di dialogare e assumersi una responsabilità condivisa verso la comunità.



I saluti istituzionali sono stati inaugurati dal Magnifico Rettore dell’Università di Catania, Enrico Foti, che ha ribadito l’importanza di una collaborazione sempre più stretta tra mondo accademico e sistema sanitario, evidenziando il ruolo dell’università come luogo di formazione e ricerca e quello degli ospedali come spazio fondamentale di formazione sul campo.

A seguire, Cettina Laudani, delegata del Rettore al Terzo Settore, ha confermato l’impegno dell’Ateneo nel rafforzare il rapporto con il mondo dell’associazionismo, riconosciuto come interlocutore strategico nella lettura dei bisogni sociali e nella progettazione di interventi condivisi.

Il saluto di FILDIS Italia è stato portato da Flavia Butera, coordinatrice nazionale per le relazioni europee, che ha ricordato l’impegno storico della Federazione nel promuovere lo studio e la ricerca sulle problematiche sociali, con particolare attenzione alla condizione femminile.

Ricerca, prevenzione e innovazione

Il convegno è entrato nel vivo con gli interventi di Salvatore Pulvirenti, presidente di Mani Amiche Onlus, e Diana Cinà, direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania.

Pulvirenti ha illustrato il valore della collaborazione tra FILDIS Siracusa e Mani Amiche Onlus, ricordando l’impegno concreto dell’associazione nel sostegno alla ricerca scientifica e oncologica, attraverso donazioni e finanziamenti all’Università di Catania: dalla creazione di un Laboratorio di Oncologia Molecolare al Dipartimento Biometec, al supporto a progetti di ricerca contro i tumori, fino al sostegno alla ricerca informatica applicata alla medicina.

Diana Cinà ha introdotto il convegno dal punto di vista sanitario, delineando i temi centrali dell’incontro e offrendo una chiave di lettura scientifica agli interventi successivi.

Focus scientifico sulla salute della donna

Durante la sessione scientifica, Giuseppe Ettore, direttore del Dipartimento Materno-Infantile dell’ARNAS Garibaldi-Nesima, ha affrontato il tema della salute ginecologica nelle diverse fasi della vita della donna, sottolineando il ruolo centrale della prevenzione, della qualità della vita e della prevenzione.

Francesco Frasca, professore ordinario di Endocrinologia all’Università di Catania, ha approfondito il tema dell’osteoporosi in un’ottica di medicina di genere, evidenziando come le differenze biologiche e sociali incidano sui percorsi diagnostici e terapeutici.

Roberto Bordonaro, direttore del Dipartimento Oncologico dell’ARNAS Garibaldi, ha posto l’attenzione sull’accesso delle donne alla prevenzione e alle cure oncologiche, sulle disuguaglianze ancora presenti e sull’importanza degli screening come strumento di tutela della salute e riduzione dell’impatto sociale della malattia.

A chiudere le relazioni è stato Giovanni Li Volti, professore ordinario di Biochimica e direttore del CoEHAR, che ha illustrato le potenzialità dell’intelligenza artificiale applicata alla salute femminile, aprendo a scenari sempre più concreti in termini di diagnosi precoce, prevenzione e personalizzazione delle cure.

Ricerca e alleanze per il futuro

Le conclusioni sono state affidate a Rosalba Parenti, delegata del Rettore per la Ricerca in ambito biomedico, che ha ribadito il valore strategico della ricerca scientifica e della collaborazione interdisciplinare per affrontare le sfide presenti e future della salute femminile.

Il convegno si è confermato come un momento di confronto di alto livello, capace di unire competenze scientifiche, istituzioni e società civile, riaffermando che la tutela della salute delle donne passa attraverso alleanze solide, continuative e responsabili.

redazione

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