22 Dicembre 2025

Natale 2025: il messaggio di mons. Renna sulla pace

Natale 2025: il messaggio di mons. Renna sulla pace

Messaggio dell’Arcivescovo di Catania Luigi Renna per il Santo Natale 2025 e il Nuovo Anno

Il lupo al presepe, con san Francesco e tutti noi

Nel suo Messaggio per il Santo Natale 2025 e per il Nuovo Anno, l’Arcivescovo di Catania, mons. Luigi Renna, propone un’immagine forte e simbolica: un lupo accanto alla mangiatoia, accanto all’Agnello di Dio. Un’immagine apparentemente bizzarra, ma profondamente evangelica, capace di parlare al nostro tempo segnato da guerre, violenze e paure.

Può esserci posto per il lupo accanto al Bambino Gesù, nella stalla dove Maria e Giuseppe hanno accolto il Figlio di Dio nella mitezza e nella povertà? È proprio questa provocazione che diventa annuncio: la venuta del Messia lascia un segno reale nella storia, come profetizzato da Isaia:



«Il lupo dimorerà insieme con l’agnello» (Is 11,6).

La profezia della pace oggi

Secondo mons. Renna, questa profezia va riascoltata nel profondo del cuore e annunciata con forza nel mondo contemporaneo, anche attraverso i mezzi di comunicazione e le nuove tecnologie. È l’invito che Papa Leone XIV ha rivolto ai vescovi italiani, chiedendo che ogni comunità diventi una “casa della pace”, dove si disinnesca l’ostilità attraverso il dialogo, la giustizia e il perdono.

La pace, ricorda l’Arcivescovo, non è un’utopia spirituale, ma una via concreta fatta di gesti quotidiani, che richiede una presenza cristiana vigile e generativa. Una pace che va continuamente “manutenuta”, partendo dalla propria coscienza:
crediamo davvero alla pace disarmata e disarmante insegnata da Gesù Cristo?

Un tempo segnato da violenze e riarmi

Nel messaggio emerge una forte lettura del tempo presente: guerre diffuse, riarmo delle nazioni, violenza nelle città, criminalità armata, ipotesi di leva obbligatoria. Tutto questo, sottolinea mons. Renna, rischia di distogliere energie da ciò che è davvero urgente: istruzione, carità, giustizia, educazione civile e religiosa.

La repressione da sola non basta. Anche la legittima difesa, pur necessaria, non può essere l’unica risposta. Per vincere la partita della convivenza, afferma l’Arcivescovo, serve l’“attacco” della pace, che è la nonviolenza.

San Francesco e il lupo di Gubbio

Il messaggio torna poi al presepe e a san Francesco d’Assisi, di cui nel 2026 ricorreranno gli ottocento anni dalla morte. Nei Fioretti, il dialogo tra il Santo e il lupo di Gubbio diventa paradigma di riconciliazione: san Francesco non elimina il lupo, ma lo chiama a una conversione, instaurando una pace possibile.

Un episodio che invita a mitigare l’aggressività che è in noi, a cambiare linguaggi, ad abbassare i toni, a dialogare. In questa prospettiva, l’Arcivescovo richiama con forza la Nota pastorale della CEI Educare a una pace disarmata e disarmante (2025), ribadendo un no netto a ogni linguaggio e pratica d’odio: razzismo, antisemitismo, islamofobia, cristianofobia, violenza di genere e ogni forma di discriminazione.

Uno sguardo ai conflitti del mondo

Mons. Renna invita anche a interrogarsi sul modo in cui guardiamo ai conflitti mondiali e alle guerre che insanguinano soprattutto i Paesi più poveri. La pace autentica, ricordano i vescovi italiani, nasce solo da relazioni democratiche che rinunciano all’unilateralità e rifiutano approcci identitari che dividono.

Davanti al presepe, deporre le armi

Il messaggio si conclude con un invito semplice e radicale: incamminarsi verso il presepe con un cuore disarmato e disarmante, come quello dell’Agnello di Dio. Deporre davanti alla mangiatoia le armi di ogni tipo, perché il canto degli angeli a Betlemme possa trovare eco anche nel nostro tempo.

«Perché il lupo dimori con l’agnello e la pace cantata dagli angeli trovi casa nella nostra storia».

Auguri di Natale e di pace.
Vostro padre Arcivescovo, Luigi

redazione

redazione