01 Dicembre 2025

«La violenza è violenza»: Zafferana Etnea alza la voce

«La violenza è violenza»: Zafferana Etnea alza la voce

Nella sala consiliare del Comune, un service del Lions Club presieduto da Giusy Di Leo ha messo a confronto magistratura, avvocatura e psichiatria su violenza di genere, Codice Rosso, ruolo dei centri antiviolenza e fattori di rischio sociali e culturali che alimentano il fenomeno

La violenza è violenza. Si manifesta con mille volti, ha mille ed un fattore di rischio alle origini, attecchisce meglio se ci sono contesti familiari e sociali degradati. Il suo opposto è la non violenza, l’amore, la bellezza, a seconda dei valori che si vogliono ad essa contraltare; ma non c’è dubbio che ancora oggi sia una grave piaga sociale, soprattutto quando è violenza di genere e colpisce, come attestano i recenti dati Istat, almeno una donna su tre.

Di questo tema si è discusso nella sala consiliare del Comune di Zafferana Etnea in un service promosso dal locale Lions Club presieduto dalla farmacista Giusy Di Leo. In una sala gremita di ospiti, provenienti anche dai centri vicini oltre che dal mondo dei club service, dopo l’introduzione della presidentessa, sono intervenuti il magistrato Carlo Cannella, l’avvocata Laura Rizza e la psichiatra Carla Laura Diforti.



Partendo dalla ricorrenza della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro la donna e dalle iniziative di sensibilizzazione ad essa connesse che si protrarranno fino al 10 dicembre, ovvero la giornata internazionale dei diritti umani promossa dall’ONU, ciascuno dei relatori si è soffermato su una sfaccettatura del tema della violenza.

Al magistrato Carlo Cannella

È toccato il compito di ripercorrere l’iter legislativo che ha portato all’emanazione del cosiddetto Codice Rosso e dei provvedimenti successivi che hanno rafforzato l’efficacia delle misure contro la violenza di genere; ma, nella testimonianza diretta di alcuni casi direttamente affrontati dal Tribunale di Catania, ha ricordato pure come, in talune circostanze di violenze praticate all’interno delle comunità di migranti, i riti di iniziazione, i fattori devianti di ordine culturale, i rigidi schemi patriarcali condannano anzitempo la donna ad un ruolo di subalternità rispetto agli uomini, rendendo più difficile estirpare il male della violenza.

L’avvocata Laura Rizzo

Partendo dall’illustrazione del cosiddetto ciclo della violenza, ha illustrato i vari tipi di violenza di genere – sessuale, fisica, psicologica, economica e quella più recente digitale – e ha ricordato il ruolo importante dei centri di antiviolenza presenti nei territori che svolgono una funzione primaria di accoglienza e di ascolto delle donne vittime di violenza prima di intraprendere, insieme alla vittima, il percorso giuridico di denuncia e l’eventuale iter processuale in Tribunale. Uno di questi centri a Catania è Thamaia, costituita in associazione fin dal 2001 e attiva dal 2003, che fa parte della rete antiviolenza del territorio ed è affiliata a DIRE, Donne in Rete, il network che conta a livello nazionale 87 centri.

La psichiatra Carla Laura Diforti

Ha discusso, infine, un tema poco presente nella narrazione dominante, perché la violenza di genere non nasce sempre all’interno di schemi patriarcali, e non è sempre collegata all’esistenza di disturbi psichici e problemi di salute mentale dei cosiddetti “carnefici”. I fattori di rischio sono tantissimi e, tra questi, giocano un ruolo decisivo l’uso di alcol e sostanze stupefacenti e tutti i “trigger” – si chiamano così – di tipo contestuale, dove condizioni economiche, culturali e anche un clima di relazioni affettive degradato all’interno della famiglia sono ugualmente fattori scatenanti la violenza

L’interessante convegno del Lions si è concluso con l’intervento di Graziella Torrisi, presidente di circoscrizione quale Delegata del Governatore.

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Rosario Faraci

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