30 Novembre 2025
Le “Scintille di futuro” dell’ex Procuratore di Palermo Pietro Grasso

Dal dono mancato di Falcone all’impegno di una Fondazione per la legalità: ad Aci Sant’Antonio il racconto di una vita spesa contro la mafia
Scintille di futuro è il nome di una fondazione nata con lo scopo di costruire una rete civica di impegno per contrastare la criminalità organizzata, promuovere la cultura della legalità, partecipare al dibattito sui temi della giustizia e dello Stato di diritto.
Scintille di futuro è anche la naturale evoluzione di un percorso lungo una vita, del suo fondatore Pietro Grasso, che della legalità ha fatto e continua a fare la propria ragion d’essere.
Il nome, Scintille di Futuro, nasce da un oggetto che lega la vita di Giovanni Falcone a quella di Pietro Grasso: un accendino d’argento lasciatogli in custodia dal magistrato vittima di Cosa Nostra, che non ha mai potuto essergli restituito a causa della strage di Capaci. Quell’accendino è diventato, nel tempo, un simbolo potente: dell’amicizia interrotta, della memoria viva e dell’impegno che attraversa le generazioni. Le scintille che accendono la fiamma – è riportato sul sito della Fondazione – “rappresentano la possibilità di illuminare nuove strade, accendere coscienze, dare luce a un futuro migliore”
Pietro Grasso è stato ad Aci Sant’Antonio nei giorni scorsi per presentare la Fondazione e i suoi progetti.
Invitato dal Sindaco Quintino Rocca e dall’amministrazione comunale, l’ex Presidente del Senato è stato intervistato dal docente universitario e giornalista Rosario Faraci, con il quale ha fatto una lunga chiacchierata che ha ripercorso la sua biografia.
Dai suoi percorsi giovanili al Liceo e all’Università, agli inizi in Pretura a Barrafranca (1968-70) e poi al Tribunale di Palermo (dal 1971) come sostituto procuratore della Repubblica; dal ruolo di giudice a latere nel primo Maxiprocesso a Cosa Nostra (1986-87) a quello di Procuratore Capo di Palermo (1999-2005) prima di approdare alla Direzione Nazionale Antimafia, di cui è stato Procuratore fino al 2012. E poi l’impegno in politica, eletto senatore della Repubblica e Presidente del Senato (2013-18) e successivamente leader del movimento “Liberi e Uguali” per un biennio.
Una lunga carriera di servizio alle istituzioni e nelle istituzioni sempre improntata all’osservanza della legge e alla sua applicazione, per combattere il potere della criminalità organizzata e le sue pericolose infiltrazioni nell’economia, nella politica e nella società civile.
Al termine dell’incontro, l’ex Procuratore Capo di Palermo ha ricevuto in omaggio dal Sindaco Quintino Rocca un carrettino siciliano in legno, opera dei maestri artigiani di Aci Sant’Antonio e simbolo della città.




