26 Settembre 2025
UniCt: Assemblea d’Ateneo “Mozione per la Pace”

Ora il senato accademico prenda iniziative concrete
L’assemblea convocata dal rettore Enrico Foti in data 23.09.2025 è stata partecipata da centinaia di docenti, ricercatori, ricercatrici, studenti, studentesse e personale tecnico-amministrativo (PTA). L’iniziativa segue numerose mobilitazioni studentesche, la lettera con alcune richieste precise firmata da quasi 500 docenti e una recente petizione studentesca sugli stessi temi che insieme raggiungono le 2500 firme. In questi documenti si chiede, tra le altre cose, che l’Università di Catania (UniCt) riconosca il genocidio in corso, che si impegni a interrompere gli accordi con le università e aziende israeliane, nonché con la Leonardo SPA, azienda leader mondiale nel settore armamenti.
Queste posizioni sono state rafforzate e confermate quasi unanimemente dai numerosi interventi dell’assemblea di giorno 23 settembre, un necessario momento di confronto per la comunità accademica che adesso siamo sicure/i non potrà cadere nel vuoto. Forte del sostegno di migliaia di studenti/esse, docenti e PTA, UniCt deve fare scelte coraggiose e concrete come interrompere subito la complicità dell’ateneo con lo Stato di Israele e le aziende che rendono possibile il genocidio. Farlo è possibile: bisogna sciogliere immediatamente e unilateralmente il partenariato di cooperazione e mobilità che dal 2021 lega l’ateneo con la Hebrew University of Jerusalem.
È arrivato infatti il momento che UniCt interrompa tutti i progetti con le numerose università israeliane con cui attualmente collabora nell’ambito di progetti finanziati, seguendo l’esempio di quanto già fatto da altri atenei italiani come la Statale di Milano, l’Università Politecnica delle Marche e l’Università di Bologna. L’ateneo catanese intrattiene relazioni nell’ambito di progetti HORIZON e ERC con la Hebrew University of Jerusalem, la Tel Aviv University, la Ben-Gurion University of The Negev, oltre che con aziende private israeliane. Queste relazioni vanno sospese, non solo perché molte delle istituzioni coinvolte hanno implicazioni dirette e indirette nel massacro in corso, ma anche per esercitare pressione in vista della fine immediata del genocidio.
In particolare, è fondamentale interrompere immediatamente la collaborazione nell’ambito di due differenti progetti HORIZON 2020 con due enti israeliani: l’Agricultural Research Organization, ente di ricerca del ministero dell’agricoltura e dello sviluppo rurale, e l’Israel Nature and Parks Authority, il quale notoriamente – dietro lo schermo della conservazione del patrimonio culturale e naturale – serve da strumento alle politiche di occupazione illegale del territorio palestinese (come conferma anche solo uno sguardo alla cartina sul sito dell’ente, in cui la Cisgiordania figura come de facto annessa a Israele).
Il genocidio a cui stiamo assistendo è solo la manifestazione più recente di un regime di segregazione e violenza che non deve trovare supporto dentro l’accademia, anche quando si adducono giustificazioni di natura “ecologica”. Nessuna cooperazione scientifica è possibile con organi para-governativi che legittimano e creano le condizioni per il genocidio e l’avanzata coloniale illegale dello Stato di Israele.
Infine, a UniCt è richiesto di schierarsi senza ambiguità contro chi trae profitti dalla guerra. Non è più possibile mantenere accordi che leghino l’ateneo alla Leonardo SPA, azienda leader nel settore degli armamenti, che trae ricavi direttamente dal conflitto in corso e che nel 2024 ha finanziato con UniCt numerosi premi di laurea come il “Premio Fabbrica d’armi Pietro Beretta” istitutito nel 2020.
Con un atto di responsabilità UniCt deve annullare tutti gli accordi e i tirocini che legano la Leonardo SPA all’ateneo per dare un segnale concreto in coerenza con la missione di pace che deve caratterizzare l’insegnamento e la ricerca universitari: l’Università di Catania rifiuta la guerra. Per questo è importante che la mozione del Senato accademico catanese stabilisca l’interruzione degli accordi con la Leonardo SPA e non conceda nessuno spazio – fisico o virtuale – per promuovere le iniziative di uno dei più grandi produttori di armi al mondo.
Le richieste – ampiamente supportate dalla comunità accademica – sono chiare. Adesso la palla passa al Senato accademico che si terrà giorno 29 settembre presso la sede centrale di piazza Università per approvare la mozione che definirà la posizione della nostra università.
In concomitanza studentesse, studenti, ricercatrici, ricercatori, docenti e personale tecnico amministrativo si riuniranno in presidio.
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