13 Settembre 2025

La scuola (italiana) si reiventa: le 3 regole chiave

Il mondo della scuola è in continua evoluzione. Per alcuni invece, si tratta di involuzione.

Un dato è certo: nel 2024 la dispersione scolastica in Sicilia è stata del 17,1% collocando la regione con il tasso più elevato di abbandono degli studi in Italia.



Dati che con le novità introdotte già da quest’anno dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, potrebbero essere rivisti, speriamo in meglio.

Il ministro: “Merito, responsabilità e legalità”.
Il docente: “La scuola torna in quota, si alza l’asticella”

Tre le parole chiave del cambiamento: merito, responsabilità e legalità, affinché la scuola torni ad essere il luogo di trasmissione delle conoscenze e delle competenze, ma soprattutto di formazione del cittadino.

Le novità riguardano gli studenti della scuola secondaria di secondo grado (le superiori), e sono riassumibili in: stop ai cellulari in classe, stretta sul voto in condotta che determina la promozione/bocciatura, e l’esame di Maturità. Dal 2026-27 saranno introdotti nuovi programmi scolastici alle elementari e alle medie.

La scuola contribuisce a formare i cittadini del domani, guardando alle istanze e alle esigenze del presente per puntare al futuro – spiega Sandro Torrisi, docente di italiano, storia e geografia all’Istituto Comprensivo Giuseppe Fava di Mascalucia -, regole comportamentali che gli studenti trasferiranno nel mondo del lavoro, nella vita quotidiana”.

Lui non sarà chiamato in causa nell’applicazione delle nuove regole, per lo meno non quest’anno visto che l’introduzione del latino (la vera novità per le medie) è prevista per l’anno scolastico 2026/27. Ed è ancora da stabilire se sarà offerta scolastica o extra-scolastica (curriculare o meno).
Ma sul voto in condotta – forse la modifica più diretta che ricadrà sugli studenti durante l’anno scolastico – ritiene che “sarà utile senz’altro, ma non deve diventare l’ago della bilancia su promozione o bocciatura. La condotta dello studente rientra nel “patto” di collaborazione scuola-famiglia dove la prima non deve sostituirsi alla seconda, ma proseguire nel percorso educativo. La famiglia – prosegue – è la prima cellula in cui si creano i modelli che vengono poi replicati. Il contesto familiare è lo specchio che mostra i comportamenti. È una vetrina”.

SCUOLA 2025-2026: LE NOVITÀ

Stop uso degli smartphone in classe: gli studenti dovranno consegnare il telefono alla prima ora e ritirarlo solo all’uscita. Non è detto che tutti gli istituti proibiranno i dispositivi anche durante l’intervallo. A decidere saranno i singoli istituti, dunque i dirigenti scolastici (alias i presidi); ogni scuola però dovrà assicurare il divieto durante le lezioni. Divieto già in vigore da anni alle elementari e alle medie.

 

Voto in condotta: i voti 5 o 6 (in condotta) sono da tenere sotto controllo, perché la sospensione e/o la bocciatura non terrà conto delle valutazioni ottenute nelle altre materie – anche se ottime -. Con il 5 in condotta a fine anno la bocciatura è certa. Con il 6, l’ammissione all’anno successivo sarà sospesa e per essere promossi, gli studenti dovranno scrivere e presentare al Consiglio di classe un elaborato di cittadinanza attiva che rifletta sul significato del rispetto delle regole.

 

Esame di stato/maturità: ritorno al passato. L’esame di Stato riprenderà a chiamarsi di ‘Maturità’, come è stato per anni, sin dall’introduzione nel 1997 su volontà dell’allora ministro dell’Istruzione Luigi Berlinguer, nel primo governo Prodi. Restano le due prove scritte e una orale, ma l’ultima interrogazione dovrà valutare tutto il percorso scolastico affrontato. A gennaio saranno stabilite quattro materie oggetto del colloquio. Vietato lo sciopero della prova: chi farà scena muta per protesta sarà bocciato. Commissioni snellite: da 7 a 5 componenti.

 

CAMBI DI POLTRANA
Benedetta Liotta quest’anno sarà al timone del “Concetto Marchesi” di Mascalucia (la ex dirigente, Lucia Sciuto, ha concluso la carriera per pensionamento); Gianluca Rapisarda è il nuovo dirigente scolastico del Liceo statale “G. Lombardo Radice” di Catania (la precedente Concetta Tumminia dirigerà l’Istituto Comprensivo Statale di Catania “Rita Atria”).

 

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Simona D'Urso

Simona D'Urso

Giornalista sin dai primi passi al liceo, poi all’interno della facoltà di Lettere moderne, quindi nella vita di tutti i giorni, ha fatto di questa professione il suo motto: conoscere per sapere, sapere per vivere meglio. Iscritta all'Ordine nazionale dei Giornalisti, è specializzata negli Uffici stampa, ma la cronaca ha il suo fascino.