02 Settembre 2025

Fondazione Montalbano: “Underground di cultura musicale e fumetti”

Fondazione Montalbano: “Underground di cultura musicale e fumetti”
Incontro organizzato dalla Fondazione Montalbano a Viagrande, la rivoluzione underground nella cultura musicale e nei fumetti
Pur avendo un articolato itinerario storico in forme di comunicazione artistica come il cinema e il teatro, fra gli anni Sessanta e Settanta, l’Underground ha avuto nel fumetto e nella musica una propria specificità e per molti aspetti si è affrancata da quella che poteva costituire una mera sperimentazione estetica.
La Fondazione Marco Montalbano, con il convegno “La rivoluzione Underground nella cultura musicale e nei fumetti”, fortemente voluto da Pietro Petralia, membro del Comitato scientifico della Fondazione, ospitato nella bella sede di Viscalori (Viagrande), in provincia di Catania, ha voluto porre le basi per l’approfondimento di un capitolo della storia cultural-popolare del secondo Novecento ancora piena di stimoli e di sollecitazioni.
Dopo i saluti del pilastro portante della Fondazione – dedicata dal papà Paolo al giovane Marco scomparso quindicenne nel 1985, a causa di un incidente stradale -, il vice presidente Serafino Montalbano, anche a nome del presidente, Laura Maria Attaguile, assente giustificata, il giornalista e storico della musica Nello Pappalardo ha messo l’accento sul carattere alternativo dell’Underground, inquadrandolo nel suo contesto storico: «Fino alla fine degli anni Cinquanta i giovani di fatto non “esistevano”, non avevano un proprio ruolo nella società. Nel momento in cui se lo conquistano, si pongono in una posizione di antagonismo nei confronti di una società che è prevalentemente borghese, creano nuovi linguaggi, nuove forme di espressione, nuove estetiche».
Lo storico e collezionista Bruno Caporlingua – autore peraltro di saggi e di intriganti monografie dedicate a temi e personaggi della storia del fumetto internazionale – ha delineato lucidamente il percorso produttivo e distributivo delle riviste americane, senza dimenticare quelle italiane, presenti anche nelle edicole.

Il fenomeno degli “underground comix”

Inizia nel 1967, con la pubblicazione di “Zap Comix”, quindi con innumerevoli albi a bassa tiratura con copertine irriverenti e colori psichedelici, autoprodotti da editori improvvisati che li vendono per le strade di San Francisco, bypassando gli abituali canali di distribuzione.
Dopo aver fatto i primi passi negli albi underground, qualcuno è diventato notissimo maestro, come Robert Crumb, con il suo Fritz the Cat e con la vasta produzione di poster, albi, libri e copertine di dischi». Sullo specifico tema del fumetto horror e della sua dignità artistica, oggi per diversi aspetti un po’ scaduta o per lo più svuotata dei suoi precipui contenuti, si è sinteticamente e lucidamente intrattenuto Francesco Maresca, docente di materie letterarie e grande esperto in materia. A far da cornice alla breve chiacchierata, una mostra di pezzi originali – riviste, fanzine, copertine di vinili ecc. – faceva da supporto per immagini ai temi trattati.
A conclusione del gradevole evento, che ha stimolato nuovi approfondimenti. Pietro Petralia ha imbracciato la sua chitarra acustica e insieme con la musicologa Giuliana De Luca alla tastiera elettronica ha tenuto un mini-concerto, snocciolando una scaletta di brani – Pink Floyd, Beatles, Billy Joel, Luigi Tenco, Rino Gaetano, Orme, ecc. – dedicati alla memoria di Filippo Galatà, indimenticato collaboratore della Fondazione, irriducibile appassionato di fumetto e musica.  «L’Underground resta, più che una categoria musicale, un gesto di libertà – sostengono De Luca e Petralia – e i brani che abbiamo scelto raccontano frammenti, visioni, nostalgie per ricordare un amico di ieri, che rimarrà amico sempre».

redazione

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