28 Agosto 2025

Viagrande. Musica e fumetti per analizzare la cultura underground

Viagrande. Musica e fumetti per analizzare la cultura underground

Un convegno a Viagrande esplora la storia della cultura underground tra musica e fumetti. Un focus sulle forme di espressione alternative del Novecento

 

La Fondazione Marco Montalbano ha organizzato un convegno a Viagrande per esplorare la “rivoluzione underground” nella musica e nei fumetti. L’incontro, voluto da Pietro Petralia, ha permesso di approfondire un capitolo della storia culturale del Novecento. Serafino Montalbano, vicepresidente della Fondazione, ha aperto l’evento con un saluto, ricordando il giovane Marco a cui la Fondazione è dedicata.



La rivoluzione musicale e i fumetti

Il giornalista e storico della musica Nello Pappalardo ha inquadrato il fenomeno underground nel suo contesto storico. “Fino alla fine degli anni ’50, i giovani non avevano un ruolo nella società”, ha spiegato. “Nel momento in cui se lo conquistano, si pongono in una posizione di antagonismo e creano nuovi linguaggi, nuove forme di espressione, nuove estetiche”.

Lo storico e collezionista Bruno Caporlingua ha parlato del percorso dei fumetti underground. “Il fenomeno degli ‘underground comix’ inizia nel 1967 con la pubblicazione di Zap Comix e albi autoprodotti e venduti per le strade di San Francisco”, ha detto. Artisti come Robert Crumb, con il suo Fritz the Cat, sono diventati maestri del genere.

Il docente Francesco Maresca ha offerto una sintesi sul fumetto horror e la sua evoluzione. A fare da cornice all’incontro, una mostra di riviste, fanzine e copertine di vinili ha fornito un supporto visivo ai temi trattati.

Un concerto e un ricordo

L’evento si è concluso con un mini-concerto di Pietro Petralia alla chitarra e la musicologa Giuliana De Luca alle tastiere. Hanno eseguito brani di Pink Floyd, Beatles, Rino Gaetano e altri, dedicando il concerto alla memoria di Filippo Galatà, un collaboratore della Fondazione con la passione per fumetti e musica.

“L’Underground è un gesto di libertà”, hanno commentato De Luca e Petralia. “I brani che abbiamo scelto raccontano frammenti e visioni per ricordare un amico”.

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