02 Maggio 2025

Catania candidata a capitale della cultura… opportunità? Forse

Catania candidata a capitale della cultura… opportunità? Forse

Capitale della cultura 2028? L’esperienza di Agrigento dovrebbe far riflettere sulla capacità organizzativa di coniugare creatività ad efficienza. Forse siamo già in ritardo

di Simona D’Urso & Daniele Lo Porto



 

Catania candidata a capitale italiana della cultura per il 2028. Catania, oggi, capitale della Tari più alta d’Italia (conseguenza della pessima raccolta differenziata). Eppure, il Comune ha avviato le procedure per l’individuazione di un operatore economico qualificato cui affidare il servizio di accompagnamento alla candidatura. L’avviso completo è disponibile sul sito del Comune di Catania (clicca qui). Le manifestazioni di interesse dovranno pervenire entro le ore 12,00 di giovedì 8 maggio. Contrari? Favorevoli?

Ivan Nicosia guida turistica della Cooperativa Guidingsicily lamenta che “non siamo stati interpellati… speriamo ci sia un tavolo tecnico con gli esperti del settore che possano veramente valorizzare ciò che Catania ha da offrire. Bisogna lavorare ora pensando al 2028… se vogliamo partecipare a una competizione, per metterla in termini sportivi, dobbiamo presentarci al meglio. Siamo ancora lontani, ma siamo favorevoli”.

Francesco Mannino presidente di Officine Culturali, entra nel merito: “In Sicilia la partecipazione culturale si attesta al 24% circa, ben al di sotto della media nazionale (circa il 36%), e scende a quasi il 20% tra le persone minori. A Catania, la scarsità di presidi culturali fuori dal centro storico (dove vive appena il 18% dei residenti) si somma a gravi diseguaglianze sociali: mancano spazi accessibili, permanenti e diffusi in cui fare cultura e comunità. La candidatura può diventare un’occasione per ridurre le varie diseguaglianze, non solo culturali”.

 

Capitale della cultura, termine inflazionato

Secondo Giusy Belfiore, presidente dell’Associazione Guide Turistiche di Catania, “la candidatura è un tema che avevamo proposto anni fa ad altre sindacature, ancor prima che il termine ‘capitale della cultura’ diventasse “leggermente” inflazionato. È senza dubbio un’opportunità per rilanciare la nostra città, rispetto alle consorelle Taormina e Siracusa che sono più note di Catania, ma andrebbe organizzato un calendario di eventi serio… perché la candidatura deve essere gestita facendo rete tra vari tipi di operatori culturali e turistici; l’esperienza di Agrigento ha mortificato un po’ tutto e tutti”.

SiciliAntica ritiene che candidare Catania a capitale della cultura per un anno è riduttivo, in quanto è già capitale tout court, come lo è stata sotto i re aragonesi. Piuttosto, auspichiamo che il regolamento del “concorso” venga modificato per dare possibilità di vittoria, a centri minori che avrebbero tutti i titoli per salire su un podio “annuale”, così permettendo visibilità ad un luogo periferico, sottovalutato e, spesso, sottoutilizzato – dichiara Nunzio Condorelli Caff, presidente regionale dell’associazione -.

La proposta di SiciliAntica

Quanto sia impalpabile il titolo di “capitale della cultura” lo dimostra l’ultima designazione, nella quale Pordenone ha superato Pompei (tanto per citare un caso emblematico). In alternativa alla designazione della città di Catania, SiciliAntica proporrebbe una cinquantina di Comuni dell’area metropolitana: da Bronte col castello Nelson, a Caltagirone con la ceramica, da Castiglione di Sicilia con la cuba bizantina, a Mineo con le grotte, da Vizzini con la “cunziria”, ai carretti siciliani di Aci Sant’Antonio e Tremestieri.

“Capitale della cultura dell’anno” dovrebbe essere un Comune che non ha finora avuto opportunità di salire agli onori della cronaca nazionale culturale, pur meritandolo, a causa della sua perifericità”.

 

leggi anche: Catania Capitale della Cultura è un’occasione

Simona D'Urso

Simona D'Urso

Giornalista sin dai primi passi al liceo, poi all’interno della facoltà di Lettere moderne, quindi nella vita di tutti i giorni, ha fatto di questa professione il suo motto: conoscere per sapere, sapere per vivere meglio. Iscritta all'Ordine nazionale dei Giornalisti, è specializzata negli Uffici stampa, ma la cronaca ha il suo fascino.