26 Aprile 2025

Il Papa venuto dalla fine del mondo

Il Papa venuto dalla fine del mondo

Le tappe in Sicilia del Pontefice strenuo difensore dei diritti umani e della pace, dalla visione globale e rivoluzionaria, per una fratellanza tra i popoli

Papa Francesco non c’è più.
Il mondo intero credeva di essere preparato a tale evento (viste le sue condizioni di salute), ma in fondo non si è mai pronti per queste cose.



12 anni di pontificato intensi, rivolti in particolare verso gli “ultimi”, gli “scarti”.

Da siciliano voglio ricordarlo per le vicende, ricche di significato, che lo hanno legato alla nostra isola.

La prima nel 2013, pochi mesi dopo la sua elezione quando a Lampedusa incontrò i giovani migranti e successivamente accolse i sopravvissuti alla tragedia del 3 ottobre di quello stesso anno.

La seconda nel 2018, del Papa “venuto dalla fine del mondo” come lui stesso si era definito, a Piazza Armerina e a Palermo. Nel capoluogo rese omaggio al Beato don Pino Puglisi a 25 anni dal suo assassinio, avvenuto nel 1993 per mano della mafia. “Abbiamo bisogno di uomini e di donne di amore, non di uomini di onore […]”. Di quella visita si ricordano pure l’incontro e il pranzo con i poveri della missione “Speranza e carità” di Fratel Biagio Conte, scomparso due anni fa.

Mi legano altre esperienze personali, tra cui un videomessaggio per l’apertura dell’a.a. 2024/25 della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia in cui il Pontefice esortava la comunità accademica, di cui faccio parte, a perseguire la via evangelica della tessitura delle reti nel contesto del Mediterraneo, che gli stava molto a cuore.
E l’udienza privata del 6 dicembre scorso a Roma, quando con mia moglie, ho potuto stringergli la mano, guardarlo negli occhi, sussurrargli alcune parole.

Non lo dimenticherò mai.

 

di Daniele Cavallaro

*Segretario Generale Istituto Superiore
di Scienze Religiose S. Luca di Catania

 

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