21 Marzo 2025
Mare negato, contestato, sfruttato e desiderato… e la petizione

Scogliera d’Armisi, specchio d’acqua in pieno centro che vale come un diamante. Il progetto per ospitare i mega yacht risale al 2003. Avviata petizione di salvaguardia del lido omonimo
Catania città di mare… Forse. Perché il mare è ostacolato dall’urbanizzazione – anche selvaggia – che negli anni non ha saputo valorizzare la naturale vocazione portuale della città, e preso in ostaggio dagli stabilimenti balneari. Catania è bagnata dal mare Ionio ma quell’acqua lambisce il confine, non lo oltrepassa.
Le associazioni sono contrarie all’estensione del porto
Ciò che invece vorrebbe valicare il limite, è la volontà umana di fare ciò che madre natura non vorrebbe venisse fatto. Non a caso le associazioni Volerelaluna, WWF Catania nord Orientale e LIPU Catania, stanno battendosi contro la cementificazione per ampliare il porto, rendendo impraticabile la balneazione. Hanno bocciato il nuovo Piano regolatore portuale di Catania, che passerà al vaglio del Consiglio comunale nella doppia seduta di ieri con la presentazione e il dibattito inerenti al Prp predisposto dall’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia orientale, attualmente al vaglio del Ministero dell’Ambiente per la valutazione ambientale strategica, e di oggi, venerdì con la votazione finale.

Attraverso la sua pagina Facebook, Lungomare Liberato sta documentando con puntualità quasi quotidiana, ciò che in un post è stata definita “La distruzione della città e della nostra costa avanza inesorabile” (leggi qui).
Mare di Catania sempre più agognato
Legambiente Catania sta facendo sentire la sua voce puntando l’attenzione sulla scogliera d’Armisi. “Un porto turistico – scrivono nel post – destinato a una decina di mega-yacht, con un molo di circa 700 metri e un sistema di banchine di circa 90.000 metri quadrati”. Attraverso un dibattito pubblico, a cui era presente il vicesindaco Paolo La Greca, hanno invitato il Comitato promotore del “NO”, le istituzioni cittadine, ed esperti del settore a vietare la realizzazione di questo progetto.
Non sono i soli a pensare che la demolizione di “un angolo di paradiso terrestre, dove relax e pace si fondono a beneficio di momenti di benessere, vera e propria pietra miliare della città” scrive Pietro Bellia, (titolare dell’impresa individuale “Lido Scogliera d’Armisi” di Pierpaolo Ismaele Rosario Bellia Pappalardo – Concessione Demaniale Marittima n. 560) che gestisce il lido sottostante la P.zza Giovanni XXIII, sarebbe un danno per la città.
La contestazione ha radici profonde visto che il progetto della società Tood’s risalente al 2003, prevede la realizzazione di circa 1.000 posti barca, quasi 300 aliscafi, oltre 1.300 posti auto e una struttura ricettiva con più di 180 camere. Uno specchio di mare interessante. Così interessante che con la richiesta di ampliamento avanzata dall’Autorità Portuale, la società privata ha diffidato il Comune (scarica il documento) chiedendo la convocazione di una Conferenza decisoria, e all’Autorità Portuale, la sospensione dell’iter amministrativo del Piano Regolatore Portuale. La petizione “Salviamo la Scogliera d’Armisi a Catania”, del 27 febbraio scorso, indirizzata al sindaco Trantino, al Consiglio comunale e alla Sovrintendenza di Catania, ha raccolto 2.511 firme (al 20 marzo), avvicinandosi all’obiettivo di averne 2.600. I nomi dei firmatari sono pubblici e visibili.
Nel testo della petizione si legge: “La Scogliera d’Armisi è un bene comune e appartiene ai catanesi. Su questo gioiello ambientale si sta giocando una vicenda brutta e opaca, tra altre della storia urbanistica di Catania”.
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Simona D'Urso
Giornalista sin dai primi passi al liceo, poi all’interno della facoltà di Lettere moderne, quindi nella vita di tutti i giorni, ha fatto di questa professione il suo motto: conoscere per sapere, sapere per vivere meglio. Iscritta all'Ordine nazionale dei Giornalisti, è specializzata negli Uffici stampa, ma la cronaca ha il suo fascino.




