14 Febbraio 2025
“Se matchiamo … ti sposo”, San Valentino edition

La festa degli innamorati è alle porte. Se da una parte c’è chi freme dalla voglia di trascorrere una serata romantica con il partner, d’altra parte, i cuori solitari potrebbero cercare conforto su un’App d’incontri
L’amore ai tempi dei social non è un sentimento semplice da provare specie per chi, dopo una serie di messaggi, non ha il coraggio di incontrare chi si cela dall’altra parte dello schermo. Se non si hanno amicizie in comune con il corteggiatore conosciuto online si rischia di compiere un vero e proprio salto nel vuoto, dove a gettarsi – il più delle volte – sono coloro che bazzicano con facilità da una relazione all’altra. Per gli inguaribili romantici, che sognano di trascorrere la vita con una partner di cui fidarsi, frequentare una persona conosciuta sui social o sulle app di incontri potrebbe rivelarsi un abbaglio e niente più. Esistono però anche dei casi in cui sono nate delle meravigliose storie d’amore a partire da un timido e banalissimo: “Ciao, piacere di conoscerti”. Proprio come accade nella vita di tutti i giorni.
Il 14 febbraio, giorno dell’amore, non aspetta il match perfetto, non si cura dei tempi di guarigione di un cuore spezzato e nemmeno del percorso di vita di ognuno di noi.
Arriva e basta. Così, anche quest’anno, i single andranno a cena a tu per tu con le loro scelte sbagliate, rimproverandosi per non aver ancora trovato l’anima gemella. D’altronde, come canta Ligabue, “l’amore conta e conta gli anni a chi non è mai stato pronto”.
DATO IL RITMO INCALZANTE DELLA VITA LE APP DI INCONTRI POTREBBERO AIUTARE GLI ISCRITTI A MATCHARE COMODAMENTE DA CASA?
Milioni di persone cercano di rispondere quotidianamente a questa domanda. Fino a pochi anni fa i Millenials sostenevano che conoscere gente online fosse più “comodo e veloce” tanto da sviluppare una vera e propria dipendenza tra i giovanissimi (dai 18 ai 30 anni). Dallo scorso anno l’utilizzo delle app è in calo netto. La Gen Z avverte la necessità di incontrare il partner dal vivo. Ciò lo si nota anche dal desiderio di stare “offline”. Meno post, meno storie e più vita privata a differenza della precedente generazione che sentiva quasi il bisogno di postare sui social come se fossero l’estensione del proprio diario segreto.

NON MATCHARE ALIMENTA IL SENSO DI SOLITUDINE
Secondo gli studi di R. Kraut in American Psychologist un forte uso di internet aumenta la depressione e quindi la nostra sensazione di solitudine, specie se, dopo più match non ci si innamora così come l’app promette.
Il date addicted non si guarda intorno, passa le sue ore libere con il capo chinato sullo smartphone a scorrere svogliatamente le foto profilo dei vari account come se stesse sfogliando una rivista dal parrucchiere in attesa del trattamento. Molti di loro, infatti, non hanno le idee chiare sul perché si siano iscritti e per questo il più delle volte gosthano le “prede” non presentandosi agli appuntamenti per poi non rispondere per giorni in chat fino ad eliminare il match o addirittura disinstallare l’app.
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Sicuramente non è l’ideale per gli insicuri o per chi si approccia per le primissime volte all’altro sesso in quanto è alto il rischio di essere friendzonati o – come precedentemente scritto – ghostati data la numerosa presenza di iscritti fidanzati o sposati i quali solitamente non ammettono di essere già sentimentalmente impegnati. Ecco perché è ormai consuetudine chiedere al proprio match il segui su Instagram o l’amicizia su Facebook per poter – come direbbe Holmes – osservare ed indagare da vicino: informazioni personali, status, post, amici, hobby, interessi ed ex all’agguato!
Insomma, San Valentino è un inno all’amore e come tale va celebrato circondandosi dagli affetti più cari. Se si è in coppia sicuramente lo si apprezzerà di più. L’importante è non dimenticare di far prima match con sé stessi.






