04 Luglio 2024

Museo dello Sbarco: “Vuoti di memoria. Sicilia 1943 le immagini di oggi”

Museo dello Sbarco: “Vuoti di memoria. Sicilia 1943 le immagini di oggi”

Il Museo dello sbarco alle Ciminiere, ospita la mostra fotografica “Vuoti di memoria. Sicilia 1943: le immagini di oggi”. Mercoledì 10 luglio l’inaugurazione

Nel “Phil Stern Pavilion” del Museo dello Sbarco, mercoledì 10 luglio, alle Ciminiere, alle ore 19, si inaugurerà la mostra fotografica «Vuoti di memoria. Sicilia 1943: le immagini di oggi» curata da Ezio Costanzo e prodotta da Fondazione Oelle Mediterraneo Antico in collaborazione con Città Metropolitana di Catania.

Massimo Siragusa foto al Museo dello sbarco

Massimo Siragusa

La mostra espone 30 fotografie di Massimo Siragusa e l’installazione sonora di Michele Spadaro che raccontano ciò che rimane di un avvenimento accaduto tanti anni fa, l’Operazione Husky, lo sbarco anglo-americano in Sicilia del 1943. Un viaggio nella memoria legato ai luoghi, ai manufatti, al paesaggio teatro di accadimenti.

Oltre a restituire la memoria del territorio isolano e dei manufatti del tempo di guerra, la mostra «Vuoti di memoria. Sicilia 1943: le immagini di oggi» si inserisce nell’ambito della valorizzazione storico-turistica del “Museo Storico dello Sbarco in Sicilia-1943” e fa seguito ad analoghe mostre tematiche che annualmente vengono inaugurate in luglio, mese dell’anniversario dello Sbarco.

«Lo sguardo di Massimo Siragusa – afferma il curatore Ezio Costanzo – si sofferma, in chiave contemporanea, sulla storia siciliana, immergendosi nel tempo e nelle emozioni che la stessa memoria può suscitare. Un atto di riflessione sulle identità e sulle relazioni, coagulo di emozioni e di stimoli. Una mostra che racchiude il senso di quei tragici momenti misti ad una contrapposta bellezza paesaggistica e visiva, oltre che impressi di significato storico. Un viaggio completato anche dai “suoni” di Michele Spadaro, che permettono al visitatore di immergersi nel contesto artistico e temporale degli eventi e dei luoghi immortalati».

Leggi anche: Museo dello Sbarco, quando performance vuol dire degrado

Ultimo aggiornamento

freepressonline

freepressonline