04 Luglio 2024

Maltrattamenti familiari e lesioni personali: misura cautelare

Maltrattamenti familiari e lesioni personali: misura cautelare

Maltrattamenti familiari e lesioni personali:
le motivazioni della misura cautelare scattata per il 29enne indagato

Indagato per “maltrattamenti in famiglia” e “lesioni personali” . I Carabinieri della Stazione di Catania Piazza Dante hanno richiesto ed ottenuto dal GIP del Tribunale di Catania, nei confronti del 29enne, la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare. Con divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla moglie e dalla figlia. Con l’ulteriore prescrizione di mantenere una distanza non inferiore a 500 mt sia dai quei luoghi e dalle vittime. Oltre all’applicazione del presidio di controllo a distanza.

Le indagini, coordinate dal pool di magistrati qualificati sui reati che riguardano la violenza di genere, hanno fatto luce sulle condotte dell’uomo nei confronti della moglie, una ventunenne del posto, ripetute dall’anno 2021 fino al maggio 2024.

Il giovane avrebbe sottoposto la compagna a continue denigrazioni e aggressioni fisiche, con calci e pugni, anche davanti alla loro figlia, minacciando di morte sia lei che i suoi familiari (“Io ammazzo te e la tua famiglia! A me mi costate due colpi di pistola ciascuno”).

A causa dell’uso di stupefacenti e psicofarmaci, l’indagato, durante un litigio avrebbe anche tentato di strangolare, dopo averle dato un pugno al volto che le causava un vistoso ematoma perioculare.

In una escalation di violenza sempre più pericolosa, nell’aprile u.s., le avrebbe morso un braccio e poi, a maggio, il ventinovenne avrebbe afferrato la ragazza per i capelli per poi colpirla con schiaffi e pugni fino ad afferrare una spranga di legno e cercare di percuoterla, non riuscendoci soltanto perché lei riusciva a fuggire nell’appartamento della vicina di casa.

L’indagato aveva lasciato l’abitazione familiare. Ma a giugno scorso sarebbe entrato di nascosto, mentre la compagna e la figlia dormivano, rompendo il televisore, le porte, la cassettiera e le ante dell’armadio e poi, svegliata la ex, l’avrebbe spinta a terra, afferrata per i capelli e percossa con calci all’addome e alle gambe e minacciato lei e i familiari urlando: “Statevi attenti, guardatevi le spalle, siete tutti morti, a uno a uno vi abbatto”.

Ennesimo episodio di maltrattamenti e poi la denuncia

Quest’ennesimo episodio di violenza ha dato il coraggio alla vittima di denunciare, raccontando tutte le volte in cu era stata picchiata e umiliata. Violenza subita, anche davanti alla figlia minorenne e ai genitori.

Tali condotte sono state riscontrate compiutamente anche dal narrato di testimoni e comunicate dai militari dell’Arma all’Autorità Giudiziaria che, in ragione delle esigenze cautelari ravvisate, tenuto conto della rilevante gravità delle condotte maltrattanti, ha deciso di adottare la misura cautelare ritenuta, al momento, più idonea, del divieto di avvicinamento con applicazione del “braccialetto” che permette di segnalare in tempo reale, l’eventuale violazione del provvedimento.

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