15 Giugno 2024

Europee e dintorni: è la politica, bellezza

Europee e dintorni: è la politica, bellezza

In provincia astensione record al voto delle europee, pari al 62,9%. I partiti (per l’ennesima volta) si interrogano sulle cause

Passata la “sbornia” delle elezioni europee sembra arrivato il tempo di aprire le riflessioni, soprattutto sul sistema di voto: non lo stesso applicato alle elezioni politiche. “Si introducano le preferenze – è l’appello di Basilio Catanoso, FdIpotrebbe accorciare la distanza fra i cittadini e l’esercizio del voto”. Ma anche con le preferenze, va notato, nella tornata Ue non si è contrastato l’astensionismo, che in provincia ha toccato il 62,9%.

Europee e astensionismo: è davvero colpa del sistema di voto?

Qualche perplessità sul “sistema della tripla preferenza” è stata espressa da Massimiliano Giammusso, sindaco di Gravina di Catania sostenuto dal senatore Salvo Pogliese, arrivato quarto. Per Giammusso 43 mila i voti ottenuti, 22 mila solo in provincia, “forse con altri sistemi di voto – ha detto – staremmo raccontando un finale diverso”.

I “casi” Antoci (M5S) e Salis (AVS)

I grillini, tornati terzo partito in Italia se pur con percentuali imbarazzanti (il 10%), nonostante tutto dall’isola manderanno a Bruxelles Giuseppe Antoci, ex presidente del Parco dei Nebrodi e (vera) icona antimafia. “I cittadini – dicono dal M5S – hanno voglia di riscatto”. Forse non quella voglia di riscatto riservata a Ilaria Salis, oltre 6 mila i voti per Alleanza Verdi e Sinistra dalla provincia etnea (165 mila in tutta Italia), più che per capacità politiche per la “causa di liberazione” dagli arresti in Ungheria. La nuova presidenza Ue, tiro mancino del destino, sarà a guida ungherese.

Europee: Eletti Falcone (FI) “mister 100 mila preferenze” (al suo posto all’Ars andrà Salvo Tomarchio) e Stancanelli (Lega)

Poi ci sono i candidati “convinti e convincenti”, come il forzista Marco Falcone, “mister 100 mila preferenze” da Mirabella Imbaccari, in volo verso Bruxelles via Catania (36 mila i voti “incassati” dalla provincia etnea), già assessore regionale alle Infrastrutture, poi al Bilancio e ora lanciato “nella evoluzione naturale – dice – senza “aiutini”, solo grazie al lavoro fatto nei territori”. E Raffaele Stancanelli, nato a Regalbuto e già sindaco di Catania (appellativo che apprezza), con 44 mila voti (oltre 21 mila nel catanese) in quota Lega. “Un riconoscimento – dice – ad una vita spesa con la passione per la politica”. Falcone lascerà l’assessorato regionale all’Economia e il suo posto da deputato Ars verrà ricoperto da Salvo Tomarchio, primo forzista dei non eletti alle ultime elezioni regionali del 2022 e assessore all’Ecologia del Comune, ruolo da nominare a breve.

Quattro i Comuni al voto in provincia, tra “bis” e passaggi di testimone

Al rinnovo, fra i sindaci, è da rilevare il “bis” di Carmelo Scandurra ad Aci Castello e la sonora sconfitta dell’ex sindaco Filippo Drago. A Motta Sant’Anastasia diventa sindaco Antonio Bellia, già vicesindaco della giunta guidata da Anastasio Carrà. Con batosta per Daniele Capuana. Passa da vice a sindaco anche Nino Caruso a Ragalna, mentre a Zafferana Etnea è riconferma per il sindaco uscente Salvatore Russo.

 

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Maria Elena Quaiotti

Maria Elena Quaiotti

Maria Elena Quaiotti, Tessera Odg n. 184727 Odg Lombardia. Pavese di nascita, mezzosangue cilena, dall’insana (o forse no?) curiosità. Per asper ad astra, perfino in Sicilia.