13 Giugno 2024

Europee: gli effetti sulla Regione

Europee: gli effetti sulla Regione

L’esito delle elezioni europee nel collegio dell’Italia insulare non ha sorpreso nessuno, salvo qualche distratto, confusosi a causa del turbinio di accordi precedenti

In particolare potrebbe essersi stupito chi non aveva previsto il successo di Forza Italia, che nell’Isola ha raddoppiato la media nazionale, superando la lista di Fratelli d’Italia.

In realtà, però, c’è poco da stupirsi

Il partito di Tajani, infatti, in Sicilia non presentava candidature di soli “ortodossi”, dato che la lista era una vera e propria federazione di diverse forze politiche: la Forza Italia “storica”; parte di quello che fu Sicilia Futura, di Cardinale; l’Autonomia di Lombardo; che votava Chinnici, anche, Noi Moderati di Lupi, e la Democrazia Cristiana di Totò Cuffaro, che votava Dell’Utri.

Adesso, però, i nodi rischiano di venire al pettine, in quanto l’elezione di Tamajo e Falcone, entrambi componenti della Giunta Schifani in quota Forza Italia

E la terza pozione conseguita dalla Chinnici alle europee possono provocare qualche problema, dato che le due posizioni potrebbero non essere coperte dagli “ortodossi” di Forza Italia, ma da altri, certamente vicini a Schifani, ma forse non al resto del partito.

Anche Fratelli d’Italia qualche problema di avvicendamento potrebbe averlo, per via dell’elezione a Bruxelles di Razza

Circostanza che potrebbe considerare saldato il debito nei confronti di Musumeci, con la conseguente esclusione dalla Giunta di Elena Pagana, moglie di Razza.

Per la Lega dovrebbe cambiare poco, poiché la riconferma di Stancanelli, proveniente da Fratelli d’Italia e molto amico di Lombardo, ed il “sacrificio” di Turano, anch’esso in Giunta, non altererebbe le posizioni a Palazzo d’Orleans.

Qualche sorpresa, invece, potrebbe arrivare dal gruppo di De Luca e dal gruppo dei “Pentastellati”

Il cui ridimensionamento non è da escludere che possa provocare qualche mal di pancia e persino qualche fuga verso posizioni più comode.

di Salvo Fleres, ex senatore della Repubblica Italiana

redazione

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