29 Maggio 2024

“Terra, Cibo e Salute”: l’incontro tra produttori e UniCt

“Terra, Cibo e Salute”: l’incontro tra produttori e UniCt

“Terra, Cibo e Salute” è la prima edizione del talk organizzato dal Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania, nell’ambito del Festival dello Sviluppo sostenibile 2024 promosso da ASVIS su tutto il territorio nazionale.

Tanti i temi trattati per l’occasione, presso il dipartimento, sia dalla prospettiva dei produttori locali che della ricerca universitaria, con lo scopo unitario di perseguire gli obiettivi della sostenibilità nell’ottica della strategia “Farm to Fork”: il progetto, basato sulla connessione terra-cibo-salute, è parte integrante dell’Agenda Europea 2030. Ma, fra gli elementi necessari affinché questo percorso possa realizzarsi, è emersa la necessità di migliorare le maglie della rete fra i produttori locali per il raggiungimento di obiettivi comuni, nonché il legame fra le stesse realtà produttive e la ricerca universitaria, cui intento è sostenere le aziende nella conoscenza di strumenti innovativi e nell’orientamento verso il mercato in evoluzione. Questo è quanto asserito anche da Valentina Formica, dottoranda presso il Dipartimento Agricoltura dell’università catanese.

“Valorizzare il nostro territorio è ciò che interessa a tutti noi qui presenti, attraverso il recupero della biodiversità che sta soffrendo una forte erosione genetica, a causa dei sistemi monocolturali che non di rado portano all’insorgenza di patogeni e malattie legate alla tropicalizzazione del clima, com’è successo nel caso del pomodoro coltivato nel territorio ragusano”. ha dichiarato Formica. “A causa di ciò non è più possibile coltivare la terra, che viene quindi abbandonata dagli agricoltori, con la conseguenza della perdita di contatto vitale fra uomo e ambiente. È un paradosso, in un territorio ricco come il nostro.”

Particolare attenzione è stata conferita anche al tema dei grani antichi locali, che secondo diversi studi sviluppati nel contesto universitario nostrano, provocherebbero una minore insorgenza di intolleranza al glutine perché meno processati.

“La cura della nostra biodiversità alimentare ci permette di ritornare alle caratteristiche qualitative e sensoriali dei prodotti, oltre a farci risparmiare acqua nelle coltivazioni, seppur con quantitativi modesti di produzione”, ha raccontato Ferdinando Branca, professore associato di Orticoltura e floricoltura.

Soddisfatto il demiurgo dell’incontro, il professore Paolo Guarnaccia, che si impegna per coinvolgere maggiormente in occasione delle prossime edizioni, al fine di tenere alta l’attenzione sulla lotta alla povertà e l’esigenza di rinforzare la partnership a livello locale. Sempre senza rinunciare a un assaggio di pane di Timilia con olio tipico di nocellara dell’Etna.

All’incontro erano presenti anche il sindacato CIA Sicilia nella figura del presidente Agia Riccardo Randello e Slow Food Catania, per cui è intervenuta la presidente Anastasia De Luca.

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Mari Cortese

Mari Cortese

Mari Cortese docente, redattrice e content creator per i social. Appassionata di enogastronomia, tradizioni e arti visive.