27 Maggio 2024

Cavallo di ritorno su una chat WhatsApp, ma trova i carabinieri

Cavallo di ritorno su una chat WhatsApp, ma trova i carabinieri

In una chat WhatsApp consiglia ad un’amica di pagare per riavere l’auto rubata, ma il cavallo di ritorno è bloccato dai carabinieri

Una serata con amici al Lungomare di Catania finisce con un furto d’auto. La proprietaria, 40 anni di Biancavilla, condivide tra i suoi contatti whatsApp la brutta esperienza. A rispondere alla donna una sua vecchia conoscenza di Catania. Il consiglio è quello di pagare per riavere l’auto. La donna si rivolge ai Carabinieri. L’indomani l'”amico” la ricontatta. L’uomo riferisce alla donna che aveva ritrovato l’auto e che con il pagamento di 700 euro l’avrebbe riavuta.

Chiesti 700 euro per il cavallo di ritorno

I carabinieri, informati dalla vittima della richiesta di cavallo di ritorno, preparano la trappola. La donna si presenta all’appuntamento in un chiosco a Monte Po con un militare che si finge il cugino. Qui telefonicamente viene dirottata al Tondo Gioeni. L’uomo a questo punto si presenta a bordo di una utilitaria e sale in macchina. Si va a Librino. A debita distanza due civette dei Carabinieri che seguono tutta la scena. Giunti in un distributore di carburante, l’uomo indica la Fiat 550 L.

La proprietaria, a quel punto, fingendosi grata, è subito entrata nel suo mezzo, mentre il 53 enne, ancora ignaro della trappola, ha chiesto di essere riaccompagnato al tondo Gioeni per riprendere la sua auto. Durante il tragitto l’uomo, convinto di trovarsi in compagnia del cugino della donna, ha spiegato che senza il suo intervento il veicolo non si sarebbe mai ritrovato: “Ama mangiari tutti…tu m’ha capiri, u sai comu funziona st’ambiente, si nu mi mitteva ndo menzo iu, sta machina mancu a truvauvu”.

Tornati al Tondo Gioeni alla dei 700 € pattuiti, la squadra di Carabinieri che era in appostamento è entrata in azione, bloccando l’estortore che, tra la rabbia e la sorpresa, ha tentato di scappare, aggredendo anche i militari. L’uomo è stato chiaramente subito messo in sicurezza, venendo arrestato e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che ne ha convalidato l’arresto, stato sottoposto agli arresti domiciliari.

La cittadina biancavillese, ringraziando di cuore i Carabinieri per il loro operato, ha potuto così  riavere “legalmente” la sua utilitaria, senza cedere al cosiddetto “cavallo di ritorno”, una pratica criminale diffusa che, però, si può sconfiggere rivolgendosi alle Forze dell’Ordine.

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Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.