26 Maggio 2024

Lectio magistralis antimafia del magistrato Giuseppe Di Pietro

Lectio magistralis antimafia del magistrato Giuseppe Di Pietro

Lectio magistralis antimafia del magistrato Giuseppe Di Pietro agli studenti del liceo Leonardo di Giarre

Nella “Giornata della Legalità”, l’aula magna del liceo Leonardo di Giarre, ha ospitato l’incontro sul tema “Mafia e Legalità Finanziaria”. Ad introdurre il tema, Giuseppina Borzì, docente referente per la legalità nell’ISS Leonardo, che ha portato i saluti della dirigente Tiziana D’Anna, ha detto: “Il fenomeno mafioso prima colpisce per la violenza, poi l’attenzione cade, ma persiste”, trovando humus nel mondo finanziario.

Conoscenza e Consapevolezza, quindi, la strada da percorrere

L’evento, organizzato dalla sinergia tra la sezione Fidapa di Giarre e Riposto- presieduta da Maria Privitera e il liceo Leonardo, col patrocinio del Comune di Giarre e i Club Unesco di Giarre Riposto e Acicastello, tutti rappresentati al tavolo dei lavori, ha visto la partecipazione di Giuseppe Di Pietro, esperto dei rapporti tra mafia e mondo della finanza, magistrato della Corte dei Conti Sezione Giurisdizionale regionale per la Toscana, nonché docente di Diritto processuale Civile all’Università di Enna e Vicepresidente presso la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Sardegna.

Combattere attraverso la cultura, dando opportunità ai giovani, come suggerito da Piersanti Mattarella

Al tavolo dei relatori anche l’ingegnere nucleare Salvatore Pulvirenti, componente del Comitato Scientifico del Club per l’Unesco di Riposto con Giarre, intervenuto in rappresentanza della presidente Vera Pulvirenti; l’avvocato Roberto Scelfo, componente del Comitato Scientifico del Club di Acicastello, in sostituzione della madre, giornalista, dottoressa Jolanda Scelfo e l’assessore Giusy Savoca, in rappresentanza dell’amministrazione comunale di Giarre.

A coordinare sapientemente gli interventi dei relatori, la presidente della Fidapa Maria Privitera, che ha posto l’accento sulla necessità di dire no ad ogni forma di corruzione e alzare l’attenzione ai metodi di difesa.

Per contrastare la” violenza” nel suo aspetto mafioso, è fondamentale l’importanza della cultura e del rispetto. Occorre il coraggio di dire no per respirare il profumo della libertà. “La grandezza di Falcone è stata capire che la mafia segue il denaro” ha esordito Di Pietro.

L’analisi e la riflessione sul tema dei rapporti tra mafia e finanza, abilmente condotte dal magistrato, che si è rivolto ad un’audience gremita di studenti delle classi terze e quarte del liceo Leonardo, ma anche ad una rappresentanza della Fidapa di Giarre e Riposto, il cui programma ha incluso una problematica di scottante attualità, quale il legame tra mafia e finanza, fonte di esistenza della stessa e attraverso cui la micro e la macro economia vengono condizionate.

Esempi eclatanti di fatti recenti hanno corredato tutta l’esposizione del magistrato

Ha esortato gli astanti alla conoscenza e alla consapevolezza (a cominciare dalle leggi) due parole chiave contro le forme di prevaricazione e violenza mafiose. Nata nelle province occidentali della Sicilia, con lo scopo di controllare i contadini per favorire l’arricchimento dei latifondisti, negli anni 50, la mafia cambia a cavallo tra gli anni ’70 e ’80. Vengono a delinearsi nuovi orizzonti con il traffico di droga e quello della prostituzione. Nascono cospicui capitali da reinvestire. La mafia cerca di governare il libero mercato e si infiltra negli appalti. Si sviluppano le associazioni mafiose.

La mappa delle infiltrazioni mafiose include poi anche il nord Italia ed entra nel mondo delle imprese e degli appalti

gestendo pure i subappalti della cronaca recente; cerca di reinvestire in imprese pulite, di cui prende il controllo entrando nella governance e acquisendo il pacchetto di maggioranza. È dunque importante che i giovani capiscano il legame tra la mafia e il potere economico. Legalità è fare del proprio meglio, a partire dalla vita quotidiana, perché si possa cambiare il futuro dei giovani. Tra le domande degli alunni, seguite ad un intermezzo musicale con le note di Mozart, la richiesta di consigli che possano aiutarci. Il magistrato risponde che bisogna capire la realtà che ci circonda e acquisire la coscienza di cittadini, vedi l’importanza del voto, che deve essere dato con coscienza.

Interessanti i contributi al tema trattato negli interventi degli altri relatori

L’ingegnere Pulvirenti ha focalizzato l’attenzione sul fatto che le guerre hanno origine nella mente degli uomini, che si devono innalzare per difendere la pace. E, parafrasando Brecht, ha detto che se un paese ha bisogno di eroi, vuol dire che c’è bisogno di difendere la pace. Di diversa natura l’intervento di Roberto Scelfo, che ha condiviso con emozione il ricordo di una adolescenza durante la quale la vita del padre, magistrato in Corte d’Assise negli anni ’80, era condizionata per motivi di sicurezza. E non solo, offre un altro spunto di riflessione, affermando che “la mafia non è solo un’organizzazione, è una mentalità”.

Il grande progetto sulla legalità del Leonardo, che ha sviluppato una serie di variegate iniziative, quali il cineforum, il laboratorio di pratica espressiva, il lab di lettura e altro, si è concluso in questa occasione con la cerimonia di premiazione delle opere più meritevoli, realizzate con tecniche diverse per un concorso dedicato a Piersanti Mattarella. Dopo la consegna dei riconoscimenti agli alunni, la presidente Privitera ha consegnato il gagliardetto della Fidapa a Di Pietro, a ricordo.

di Agata Trovato

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Daniele Lo Porto

Daniele Lo Porto

Daniele Lo Porto (OdG Sicilia N^ 50259) Classe 1959. Giornalista professionista dal 1992. Sono stato capo dell'Ufficio stampa della Provincia regionale di Catania e redattore di Telecolor. Dal 1984 corrispondente del Giornale di Sicilia, dal 2020 di Tgs e di Freepressonline. Nel 2008 nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.