17 Maggio 2024

Rigenerazione urbana? Metti uno chef e un architetto e scopri…

Rigenerazione urbana? Metti uno chef e un architetto e scopri…

 Il progetto di riqualificazione urbana ad opera di due fratelli che hanno lavorato “sul tessuto esistente modificandone l’aspetto estetico e strappandola così all’abbandono e al degrado”

 

Rigenerazione urbana:  anche a Catania si parla sempre più. E quando gli ingredienti si fondono perfettamente, il risultato può essere solo esplosivo. Un’alchimia di sapori che esalta le proprietà organolettiche. E chi, se non uno chef – 1 stella Michelin – può confermare questa tesi?

I due fratelli Alessandro Ingiulla chef e Daniele architetto hanno “firmato” l’ambiziosa rigenerazione urbana di piazza Antonino Gandolfo per “regalare ai viaggiatori in arrivo a Catania (e anche ai catanesi, aggiungiamo) un’esperienza completa di accoglienza e di bellezza”.
L’investimento progettuale di un’area pubblica (dove, dal luglio scorso è stata trasferita la sede del loro ristorante Sapio) ispirandosi alle regole dell’urbanismo tattico per generare un intervento di riqualificazione sostenibile.
L’intreccio è il tema architettonico prescelto che contraddistingue l’arte e la cultura barocca da una parte e le radici della tradizione marinara dall’altra.

Insomma, l’arte messa a beneficio per il piacere del palato e della vista. Il bello e il buono s’incontrano. Un progetto che, visto il positivo feedback, potrebbe essere “esportato” in altri quartieri della città, magari anche in assenza di un’attività imprenditoriale collegata.

Rigenerazione urbana in piazza Gandolfo: esempio concreto realizzato con stile e sostenibilità dai due fratelli Alessandro e Daniele Ingiulla

I fratelli Alessandro e Daniele Ingiulla

Piazza Gandolfo: esempio concreto di rigenerazione urbana che può solo aprire la strada ad altri futuri interventi in città

L’intervento su piazza Gandolfo – spiega Daniele Ingiullaè un’azione di cui ci facciamo carico in modo permanente, anche nella cura del verde. Crediamo che un’assunzione di responsabilità verso la comunità da cui riceviamo sempre molto, debba servire da esempio. Speriamo di innescare un processo che spinga altri imprenditori a fare lo stesso nelle proprie aree di riferimento: basterebbe poco e potremmo condividere il senso di una crescita collettiva”.

La risposta dell’architetto fa da assist allo chef perché a completamento del progetto, sono previste esposizioni temporanee che, con che cadenza periodica, andranno alternandosi all’interno del ristorante.
L’idea – chiarisce Alessandro – è quella di legare la presenza degli artisti ad ogni cambio stagionale del menu. La mostra di Enzo Tomasello tuttora allestita negli spazi del ristorante, ci accompagnerà sicuramente fino alla fine dell’estate”. Perché per essere esaltata al meglio, la materia prima impiegata deve essere di stagione.
E uno chef che ha una Stella Michelin “cucita” sulla giacca, sa bene cosa vogliano dire la cura dei particolari, l’attenzione, l’eleganza e l’offerta.
Com’è noto – ci spiega – la Guida Michelin ha una serie di criteri per l’attribuzione delle proprie stelle, legati a una serie di fattori che definiscono l’offerta complessiva e la personalità del ristorante. Non esiste una formula che garantisca il riconoscimento. Da parte nostra possiamo solo fare in modo di assicurare la migliore esperienza ai nostri ospiti e confidare che questo sia valorizzato anche dalle guide”.

 

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Simona D'Urso

Simona D'Urso

Giornalista sin dai primi passi al liceo, poi all’interno della facoltà di Lettere moderne, quindi nella vita di tutti i giorni, ha fatto di questa professione il suo motto: conoscere per sapere, sapere per vivere meglio. Iscritta all'Ordine nazionale dei Giornalisti, è specializzata negli Uffici stampa, ma la cronaca ha il suo fascino.