14 Maggio 2024

Dipendenti infedeli del Consorzio Gema smaltivano rifiuti illecitamente

Dipendenti infedeli del Consorzio Gema smaltivano rifiuti illecitamente

Dipendenti infedeli del Consorzio Gema prendevano mazzette per smaltire illecitamente rifiuti di ditte truffaldine.

Asec Trade S.r.l.

Nell’ambito di attività di indagine coordinate dalla Procura Distrettuale della Repubblica etnea, i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno eseguito un’ordinanza con cui il Giudice per le indagini preliminari presso il locale Tribunale ha disposto misure cautelari personali nei confronti di 7 persone ritenute responsabili, a vario titolo e in concorso con ulteriori 11 soggetti, dei reati di traffico organizzato di rifiuti, truffa, falsità commesse da pubblici impiegati incaricati di un servizio.

L’indagine ha preso avvio da una denuncia presentata nel 2022 dalla società gestore del servizio di Igiene Ambientale relativo al lotto “centro” del Comune di Catania.  Alcuni dipendenti che avrebbero movimentato rifiuti dalla dubbia provenienza per poi conferirli in discarica, avvalendosi di automezzi dell’impresa senza autorizzazione.

Le Fiamme Gialle del GICO hanno svolto le indagini con  osservazioni e riscontri. Coinvolti diversi dipendenti del Consorzio Gema, il proprietario del terreno utilizzato per lo stoccaggio e gli imprenditori “committenti” . Tra questi il rappresentante legale di una società di Priolo Gargallo (SR). Così facendo si otteneva un illecito risparmio di spesa derivante dal mancato conferimento dei rifiuti tramite i canali autorizzati. Per gli altri indagati, dal compenso ricevuto dai committenti per eseguire l’illecito smaltimento.

Il coordinatore era un dipendente del Consorzio Gema

Uno dei principali coordinatori dell’attività abusiva sarebbe risultato un dipendente del Consorzio Gema che si sarebbe avvalso della complicità di altri colleghi infedeli

Le casse dei rifiuti aziendali da smaltire illegalmente sarebbero state in un primo momento concentrate presso un’area sita in via Catania, definita “il garage”, ove il detentore avrebbe provveduto, tramite un “ragno meccanico”, alla relativa movimentazione e caricamento sui “gasoloni” e sugli autocarri aziendali, all’insaputa della società. Una volta “confusi” con i rifiuti solidi urbani provenienti alla lecita attività di raccolta nella città di Catania, i conducenti li trasportavano in discarica oli trasbordavano su un camion autocompattatore riconducibile all’impresa esponente.

Tra i committenti destinatari di misura cautelare, vi è il legale rappresentante di una società di Priolo Gargallo (SR) il quale si sarebbe avvalso del sistema fraudolento al fine di dimezzare i relativi costi di smaltimento. Sarebbe, infatti, emerso che, a fronte di un costo medio di circa 1.100 euro per tonnellata l’imprenditore pagava circa la metà.

 

• dell’obbligo di dimora nel comune di residenza nei confronti del detentore del sito di stoccaggio nonché di 5 dipendenti della società denunciante con la prescrizione, per due di essi, del divieto di allontanamento dall’abitazione dalle ore 20.00 alle ore 8.00 e dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria più vicina alla rispettiva dimora;

• del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale per la durata di un anno a carico del legale rappresentante della società di Priolo Gargallo (SR).

L’attività investigativa si colloca nel più ampio quadro delle attività poste in essere svolte dalla Procura della Repubblica e dalla Guardia di finanza di Catania volte alla repressione degli illeciti in materia ambientale.

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