22 Aprile 2024

Parità retributiva di genere e mobbing, temi della Fidapa di Giarre e Riposto

Parità retributiva di genere e mobbing, temi della Fidapa di Giarre e Riposto

E’ un unico fil rouge quello che lega gli eventi culturali organizzati quest’anno dalla sezione Fidapa di Giarre e Riposto, presieduta da Maria Privitera.

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Coerentemente con il Tema Nazionale Fidapa BPW-Italy 2023-2025, l’Equal Pay Day è stato oggetto di considerazioni e approfondimento sabato 20 aprile nell’Aula magna dell’IIS “Fermi-Guttuso” di Giarre, diretto da Gaetano Ginardi, con un interessante “Incontro dibattito” su due importanti problematiche della società contemporanea: “Parità Retributiva di genere: questioni, strumenti e prospettive”, relatrice Mariagrazia Militello-Associata Diritto del Lavoro Università degli Studi di Catania- e “Il Mobbing”, relatore Roberto Scelfo- avvocato Giuslavorista del Foro di Catania, patrocinante in Cassazione. L’evento è stato realizzato in collaborazione con le docenti referenti del Progetto “Alterità e pari opportunità”, Alessandra Nucifora e Giusy Torrisi dell’IIS Fermi-Guttuso. L’incontro-dibattito ha costituito un momento di riflessione per un parterre di studenti del triennio superiore dei due istituti Fermi e Guttuso e una rappresentanza dell’istituto Alberghiero.
Ad apertura dei lavori, dopo i ringraziamenti agli organizzatori e l’apprezzamento per attenzionare argomenti di estrema attualità, quali la parità di retribuzione di genere e il mobbing, il dirigente ha sottolineato come i due temi in esame siano “due distorsioni del mondo del lavoro che alimentano l’ingiustizia sociale sia a livello locale che europeo”. La trattazione del mobbing, poi, una materia difficile e delicata in cui il confine tra il lecito e dell’illecito è difficile da stabilire.
Al tavolo dei relatori, anche l’assessore all’istruzione e alle pari opportunità del comune di Giarre, Antonella Santonoceto, che ha salutato i presenti anche a nome del sindaco. Dopo un affondo storico, a partire dagli anni dal Patto della Montagna del 1944, il primo atto in Europa che stabilisce la parità salariale tra uomo e donna, evidenzia come in Italia bisognerà aspettare gli anni sessanta. Ciò nonostante, questa parità non è sempre adottata. Dalla sua esperienza personale, avendo scelto di diventare una ginecologa, ha sottolineato come e quanto sia difficile per una donna farsi strada in un mondo del lavoro che a priori predilige l’uomo, la cui carriera non è soggetta a momenti di arresto per maternità e perché più libero da impegni familiari. Ancora, in rappresentanza delle amministrazioni locali, l’assessore alla cultura del Comune di Riposto, Mariachiara Longo, che ha porta i saluti del sindaco ed esprime l’apprezzamento a una scuola dove si parla di questi problemi , che si spera non siano più oggetto di trattazione nel futuro.
Tra un ricco pubblico di personalità, Vera Pulvirenti, la presidente del Club UNESCO Riposto- Giarre, che ha spiegato il ruolo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, la Comunicazione e l’Informazione che contribuisce alla pace e alla sicurezza, che si occupa della collaborazione tra i popoli.
L’intervento della presidente Fidapa, dopo il ringraziamento a coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento e il saluto al pubblico presente, tra cui alcune autorità fidapine, evidenzia come la scuola e le istituzioni debbano creare dei ponti per la formazione di una società più equa”. Fungendo anche da coordinatrice degli interventi, ha abilmente introdotto il focus di ogni problematica analizzata, concludendo poi con l’amara consapevolezza che “abbiamo molto da imparare”.
La chiara analisi giuridica e sociale di Mariagrazia Militello inizia con l’invito alla visione di un film del 2010 “ We Want Sex (Equality)”, che racconta di un evento storico realmente accaduto in Inghilterra nel 1968, lo sciopero di 187 operaie sottoinquadrate nella fabbrica della Ford, in un paesino del Sussex , in cui le donne, lavorando in condizioni drammatiche, decidono di lottare per avere gli stessi diritti dei colleghi uomini, bloccando con il loro sciopero anche il lavoro degli uomini. La legge sulla parità di retribuzione tra uomini e donne del 1963 è una legge statunitense mirante ad abolire la disparità retributiva basata sul sesso, ma la strada è lunga. Un excursus tra gli articoli di legge che fanno riferimento ai diritti acquisiti dalle donne nel mondo del lavoro, tutto spiegato e supportato da esempi di realtà quotidiana , si conclude con un l’invito alla consapevolezza dei propri diritti, che le donne devono acquisire in un mondo che vede ancora all’apice della piramide sociale una quantità maggiore di uomini, mentre le donne sono relegate alla base per limiti legati alle fasi della vita, come il matrimonio e bisogni familiari , quali quelli legati alla cura dei figli.
A completare la presentazione, il ritratto di una società che emargina i più fragili e di un mondo del lavoro che, con subdole strategie, pur ufficialmente usando “criteri neutri”, tende ad escludere le donne dai ruoli chiave ed importanti, relegandole ai lavori part time, poco o per niente retribuiti.
Alla domanda di un’alunna, Roberta Battiato, che chiedeva se si può sperare in un mondo più giusto, la Militello risponde che molto dipende dalla comprensione dei nostri diritti e che bisogna rendersi conto che le rivendicazioni non sono privilegi ma diritti. “Dovete essere consapevoli di ciò che vi spetta”.
Strettamente collegato si rivela dunque il problema del Mobbing , che viene analizzato da Scelfo. Il Mobbing, che non è un fenomeno prettamente giuridico, è difficile da trattare e definire. Il mobbing ha le sue radici nell’etologia, che studia il comportamento degli animali nel loro ambiente naturale(compreso l’uomo). Viene poi notato come nelle fabbriche fossero presenti comportamenti ossessivi nei confronti dei lavoratori, il mobbing. Con il termine si fa riferimento a una serie di comportamenti aggressivi e persecutori sul luogo di lavoro, allo scopo di emarginare la vittima dal gruppo. Si traduce in atti e comportamenti vessatori protratti nel tempo e violenza psicologica. Nella pratica, possiamo ravvisarlo nella condizione di lavoratore relegato in una stanza, demansionamento, carico eccessivo di lavoro privazione dei benefit. Il mobbing può essere di vario tipo: verticale o bossing , discendente( rifiuto di obbedire al datore di lavoro), orizzontale (tra colleghi, pari) ma è comunque difficile da provare, anche se tutelato da vari articoli, a cominciare dall’art. 37, dal codice civile 2087, dallo Statuto dei lavoratori e altro. Non è sempre un reato. Nell’ambito del mobbing si possono tuttavia verificare dei reati, come le minacce, la violenza privata e tanto altro. Oggi parliamo di Mobbing per parlare di tutela e rispetto, la cultura del rispetto delle regole per una società migliore.
Dalla dettagliata presentazione di Scelfo e dalla chiara analisi della Militello, è emerso come le due problematiche siano collegate ,sia giuridicamente che socialmente ,da una parola più inclusiva, il Rispetto, di cui risulta carente o forse priva la nostra società , a cominciare dalla cronaca quotidiana piena di continue denunce di violenza, femminicidi , episodi di razzismo e tanto altro , fino ad arrivare alla parola Guerra, che non avremmo mai voluto sentire, il cui apice è rappresentato dalla negazione della vita dell’uomo.
Alla fine degli interventi, la presidente della Fidapa la consegna dei riconoscimenti Fidapa.

Agata Trovato

Ultimo aggiornamento

Daniele Lo Porto

Daniele Lo Porto

Daniele Lo Porto (OdG Sicilia N^ 50259) Classe 1959. Giornalista professionista dal 1992. Sono stato capo dell'Ufficio stampa della Provincia regionale di Catania e redattore di Telecolor. Dal 1984 corrispondente del Giornale di Sicilia, dal 2020 di Tgs e di Freepressonline. Nel 2008 nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.