12 Febbraio 2024

Cereo Mastri Artigiani, domenica la festa del rientro della Candelora

Cereo Mastri Artigiani, domenica la festa del rientro della Candelora

Il 18 febbraio 2024 dalle 17.30, in Piazza Caduti del Mare, 3 – Catania (Tondicello), si svolge l’attesa Festa del rientro della Candelora e la premiazione del contest multimediale.

Il 21 gennaio, in occasione della presentazione del restauro del Cereo Mastri Artigiani, si è tenuto un convegno presso la Chiesa S. Maria Assunta in Piazza Caduti del Mare, 3 – Catania (Tondicello), durante il quale si è ribadito il ruolo dell’Associazione come custode della fede e vettore di riqualificazione di un territorio difficile e complesso come Tondicello. Grazie al sostegno di Mons. Barbaro Scionti e alla solidarietà manifestata dal sindaco di Catania, l’Associazione ci ha tenuto a ribadire la funzione indispensabile delle Candelore ingiustamente denigrate per alcuni episodi isolati. Fondamentale da questo punto di vista il Contest “Omaggio del quartiere a Sant’Agata” destinato ai giovani di tutti gli ordini scolastici e universitari, con l’obiettivo di scovare e valorizzare la creatività in rapporto alla Santa patrona di Catania. Una nutrita rappresentazione di ragazzi del circondario (oltre a Tondicello anche i quartieri limitrofi di Angeli Custodi, Fortino, Librino, etc.)  ha partecipato offrendo una serie di esperienze artistiche (poesie, disegni, manufatti in cartoni, video, etc.), per testimoniare il proprio legame con la fede e le proprie famiglie.  Una competizione artistica nei campi della danza, pittura, arti visive etc. con l’obiettivo di coinvolgere le comunità locali per valorizzare il patrimonio culturale del territorio. “L’obiettivo è di andare oltre i luoghi comuni e restituire la giusta dignità alle Candelore che appartengono alla storia della città di Catania”, sentenzia Salvatore Greco, uno dei dirigenti del Cereo presieduto da Carmelo Zappalà.

LA FESTA, IL CONTEST, LA MUSICA: ASPITTANNU L’AURORA DI CIAUDA.



Tutto ciò troverà compimento in una giornata di festa che desidera unire la tutela della tradizione sacra e l’arte, la difesa delle corporazioni da luoghi comuni e pregiudizi e il lato ludico del programma musicale. Ci saranno esibizioni di alcuni artisti locali, come – tra gli altri – Alfredo Longo, e il suo quartetto “Le ore di libertà”, con un repertorio di cover sul cantautorato d’autore (tra cui alcuni capolavori del genius loci, Franco Battiato), un poeta del gruppo Anziani di Nazareth, una banda e il cantautore catanese Emanuele – Ciauda – Di Giorgio, che riproporrà il brano Aspittannu l’aurora, composto assieme a Massimo Malerba per l’ultima Festa di sant’Agata e ascoltabile su tutte le piattaforme musicale. “Nel brano – spiega il cantante catanese – si vuole raccontare un’alba di emozioni, l’aurora del 4 febbraio è quel momento iconico della festa di Sant’Agata in cui la Patrona incontra per la prima volta i devoti. Questo è il fulcro del brano. Ho voluto catturare l’essenza di quell’attesa trepidante, di quell’amore viscerale che lega i catanesi alla loro Santa. Il dialetto è passione e tradizione. È un fuoco interiore che si accende dentro di me, ogni volta che canto. Ho fortemente voluto cantarla in dialetto per render la canzone più autentica e vibrante. Aspittannu l’Aurora vuole essere un inno unico e toccante, per celebrare la fede, la tradizione e l’amore per la città di Catania. La nostra città. La nostra Santuzza”. L’esibizione di Ciauda è prevista per il tardo pomeriggio (verso le 18.00), accompagnato ancora una volta dal polistrumentista Roberto Stimoli, che partecipa all’arrangiamento del brano suonando il Ronroco, un peculiare strumento popolare boliviano.

PORTATORI DI LUCE, LA FEDE DI UN SINGOLO PUO’ ILLUMINARE ALTRE PERSONE.

Salvatore Greco, fondamentale punto di riferimento dell’Associazione, ci tiene a ribadire come l’iniziativa del 18 febbraio sia un contributo che il Cereo Mastri Artigiani sta offrendo a tutti i Cerei, in termini di rivalutazione di un’immagine svalutata da recenti sterili polemiche che non fanno giustizia del ruolo delle Candelore, che rappresentano gruppi di devoti organizzati in corporazioni e con un forte senso di appartenenza territoriale. E conclude: “La fede contiene l’aspetto aspetto mistico della vita e costituisce una grande opportunità perché scatena il cambiamento. Nel buddismo si parla della possibilità di trasformare il veleno in farmaco, la devozione per Sant’Agata mi ha portato ad entrare nella candelora mastri artigiani voluta da padre Pignataro come strumento di riscatto del territorio di Tondicello. Da giugno stiamo lavorando a sviluppare un dialogo finalmente diverso, sentito, vissuto, autentico costruttivo in tutto il quartiere Tondicello e dintorni. In questo percorso ho incontrato Emanuele e sono stato felice di coinvolgerlo in questo evento.”

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redazione

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