12 Maggio 2023

Catania, Manifestazione “Mira al tuo futuro”

Catania, <strong>Manifestazione “Mira al tuo futuro”</strong>

“Mira al tuo futuro”, con questo titolo dal 12 al 21 maggio l’Esercito italiano proporrà, presso uno dei tanti centri commerciali catanesi, esercitazioni pratiche, mezzi operativi e materiale illustrativo.

Molte scuole catanesi stanno invitando a partecipare docenti e studenti, in orario scolastico.



Come Cobas Scuola Catania e come Qsservatorio contro la militarizzazione delle scuole riteniamo decisamente sbagliato questo invito.

In primo luogo perché iniziative come queste contribuiscono a nascondere il vero scopo delle forze armate che è quello di partecipare a missioni di guerra fornendo truppe, intelligence e tecnologia sui campi di battaglia cosa ancora più grave dopo l’invasione russa dell’Ucraina, in presenza di una guerra che provoca centinaia di migliaia di morti e sta distruggendo un intero territorio.

La nostra Costituzione “Ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, pensiamo perciò che vada fatto di tutto per arrivare a un armistizio e cominciare le trattative di pace. E’, quindi, a nostro avviso importante fare crescere nelle giovani generazioni la consapevolezza che se si vuole la pace bisogna preparare la pace.

Molti ragazzi ucraini per sfuggire alla guerra sono venuti a studiare in Italia, così come molti ragazzi russi hanno abbandonato il loro paese.  I fanciulli e le fanciulle hanno il diritto, riconosciuto dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, di essere protette/i non solo dai conflitti armati ma anche dai contatti con l’apparato e la cultura militari ad essi inevitabilmente collegati/sottesi. Non a caso le organizzazioni internazionali che si battono per i diritti dei fanciulli fanno di tutto per evitare che cresca la piaga dei bambini-soldato.

Non possiamo inoltre accettare questa campagna acquisti sempre più invasiva che invita i giovani ad intraprendere un percorso di “futuro garantito” in un territorio, la Sicilia, dove il tasso di abbandono scolastico si è attestato al 21,2% e la disoccupazione giovanile al 22%.

Ci sembra dunque che la contiguità tra cultura militare e didattica, in qualunque modo declinata, non possa e non debba trovare spazio nella scuola.

Infine, ma questo è un discorso più generale è importante che ogni attività didattica esterna sia coerente con il lavoro curricolare e la programmazione per evitare interventi che non si integrano con il quotidiano scolastico.

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redazione

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