08 Giugno 2022

La mafia concede il bis, Messina: “Preoccupante il silenzio delle vittime”

La mafia concede il bis, Messina: “Preoccupante il silenzio delle vittime”

Appena usciti dal carcere i boss di mafia sono ritornati ad esercitare sul territorio con estorsioni, usura e spaccio di droga ad Aci Catena e Acireale.

Scontano le pene e ritornano prepotentemente sul territorio. Questa è la mafia bis, che riparte dalle origini, che marca il territorio e impone la legge del silenzio per sostituirsi allo Stato. In sintesi è ciò che emerso dall’operazione Odissea, condotta dalla Polizia di Stato e che ha portato in carcere 18 indagati per associazione mafiosa, estorsione, traffico di sostanze stupefacenti, usura, violazione della normativa sul controllo delle armi ed altri reati.

Asec Trade S.r.l.

 

Le indagini sono iniziate nel 2019 ed hanno fatto emergere che ad Acireale ed Aci Catena i Santapaola- Ercolano” stanno cercando di ricostruire un grande sistema verticistico e tornare grandi. A capo dell’organizzazioneAntonino PATANE’, inteso “Nino Coca Cola”, operante ad Aci Catena, coadiuvato da Rosario PANEBIANCO, detto “Catta Bullata” responsabile di zona ad Acireale.

La storia ha inizio l’11 novembre 2018,  quando veniva scarcerato, dopo aver scontato la condanna per associazione mafiosa, proprio Antonino Patanè’, che non appena fuori che assumeva pressoché immediatamente la direzione del sodalizio, riorganizzandone la struttura e riattivando diverse estorsioni ai danni di imprenditori del territorio. Via via che altri esponenti malavitosi uscivano dal carcere si riunivano al gruppo. Con a capo Patanè si continuava l’attività mafiosa sul territorio lasciata in eredita da Sebastiano Sciuto, morto nel 2018.

Estorsioni da 200 a 500 euro mensili, con paghe straordinarie per le feste comandate. Come quella chiesta ad un negozio di animali, 2000 euro per “comprare panettoni a tutti”. Nello schema vi era anche il prestito con tassi pari al 40% mensili. Alle prime difficoltà di pagamento scattava la ritorsione, il tutto nel silenzio più assoluto delle vittime. Questo è quello che preoccupa maggiormente il Prefetto Francesco Messina: “È una mafia che torna alle origini, lavorando sul territorio. Il fatto che non vi siano state denunce ci porta indietro nel tempo e rende vana la morte di Libero Grassi. Noi riusciamo lo stesso ad arrivare a delle conclusioni, ma il silenzio delle vittime ci preoccupa. Bisogna denunciare, perché questa, ancora non è una mafia forte e abbiamo i mezzi per contrastarla, ma abbiamo bisogno anche dei cittadini”.

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SOGGETTI DESTINATARI DI MISURA CAUTELARE IN CARCERE:

1. ALBICOCCO Rosario
2. ARCIDIACONO Fabio, inteso “Fabio mafia”
3. BRANCATO Alfio, inteso “Alfiu u Piu”;
4. COSTARELLI Giuseppe Salvatore;
5. DANDOLO Carmelo;
6. FELICE Massimo Filippo;
7. FLORIO Giuseppe, inteso “Brioscia”;
8. INDELICATO Salvatore, inteso “U spiddu”;
9. MANGIAGLI Salvatore, inteso “Mangiaglione”;
10. MESSINA Carmelo, inteso “Melo u pisciaru”;
11. PANEBIANCO Rosario, inteso “Catta bullata”;
12. PAPPALARDO Pietro Giovanni, inteso “Petru a ladra”
13. PATANE’ Antonino, inteso “Nino Coca Cola”;
14. PATANE’ Mario, inteso “U Cavaleri”;
15. QUATTROCCHI Alfredo, inteso “Alfio”;
16. SARDO Fabio, inteso “Fabio Carapipi”;

SOGGETTO DESTINATARIO DI MISURA CAUTELARE
DEGLI ARRESTI DOMICILIARI

17. PAPPALARDO Alfio;

SOGGETTO DESTINATARIO DI MISURA CAUTELARE
DELL’OBBLIGO DI DIMORA CON DIVIETO DI ALLONTANAMENTO DALL’ABITAZIONE DALLE ORE 21:00 ALLE ORE 07:00.

18. PALAZZOLO Giuseppe, inteso “U sucatu”.

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Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.