11 Giugno 2021
Belpasso, percorsi di storia ed arte al Convento – VIDEO

Dopo mesi di chiusure e restrizioni a causa della pandemia Covid–19, la Pro Loco invita i belpassesi a riflettere sulla propria storia ed arte che li circonda nel cuore del comprensorio.
Si è tenuta ieri sera presso la Chiesa del Convento di Belpasso una conferenza organizzata dall’ente territoriale Pro Loco per la promozione dei tesori ubicati all’interno dell’antico luogo di culto ultimato nel 1779 per ordine dei frati minori osservanti di San Francesco D’Assisi.
<< Questo appuntamento segna il punto di ripartenza per la Pro Loco di Belpasso – dichiara il Presidente Tony Carciotto nonché presentatore della conferenza –. La Chiesa del Convento è il gioiello di Belpasso, uno scrigno d’arte. A partire da questo mese inizieremo la programmazione estiva e abbiamo scelto come tappa il Convento per questo primo evento in vista della celebrazione di Sant’Antonio di Padova domenica 13 giugno >>.
Durante il corso della serata sono state proiettate delle immagini inedite, frutto di ricerche, testimonianze e ricordi. È stato tracciato un percorso di scoperta del territorio a partire dalle strade dell’antico quartiere Purgatorio, conosciuto come “il quartiere dei nobili” per via dei facoltosi che vi abitarono. L’incontro è stato mediato dall’operatore culturale Gianni De Luca, la docente e direttrice del Polo Museale Eleonora Amato ed infine le letture di Agata Longo hanno accompagnato i presenti verso un viaggio alla scoperta di “Malpasso”.
Eleonora Amato ha analizzato dal punto di vista storico ed artistico le bellezze del Convento. La chiesa si presenta ad unica navata con due arcate cieche per lato e volta a botte con tre affreschi dipinti dal pittore acese Michele Vecchio. Il Convento conta diverse tele ed altari marmorei, statue lignee ed affreschi di valore. La pala d’altare, realizzata nel 1805 da Giuseppe Zacco, raffigura la “Madonna con Bambino tra Santi” nell’atto di porgere l’indulgenza plenaria a San Francesco D’Assisi. La docente e direttrice del Polo Museale ha spiegato l’importanza dell’arte nella religione cristiana: << La comunità francescana voleva istaurare con il fedele un colloquio divino attraverso le gesta dei santi. Il fedele doveva prendere come esempio la vita dei santi per poter mirare alla redenzione finale >>.
Un importante finanziatore dei lavori fu il Baronetto di “Santa Teresa” Alfio Pulvirenti, personaggio di spicco ed amico intimo del Barone Lorenzo Bufali. Nel 1730, quando iniziarono i lavori di costruzione del Convento, il Baronetto decise di investire il suo denaro per la realizzazione del luogo sacro. A dimostrazione del suo impegno sulla torre campanaria merlata è possibile leggere una frase in latino con accanto il suo nome: “in petra exaltavit me – Alphivis Pulvirenti”. Gli storici tutt’oggi si chiedono se Alfio Pulvirenti fosse un fervente cattolico o se volesse espiare un peccato compiendo questo nobile gesto per la comunità. A partire dal 1863 la Chiesa venne ceduta al Comune e le stanze dell’ex Convento francescano ospitano tutt’oggi gli uffici comunali.






